La provincia di Sondrio si trova in una situazione di grave criticità nel reclutamento del personale sanitario, con numeri di candidati ai concorsi estremamente bassi e una scarsa attrattività per la regione. La Cgil, attraverso il sindacalista Leonardo Puleri, ha espresso preoccupazione per la situazione, sottolineando come la mancanza di soluzioni abitative possa ostacolare l’arrivo di professionisti da fuori provincia. I corsi di laurea per le professioni sanitarie, pur registrando un trend positivo a livello nazionale, non riescono a compensare la carenza di personale in un contesto sempre più turistico e con affittanze brevi.
Un trend positivo ma un reclutamento in crisi
Nei giorni scorsi si sono svolti gli esami per l’ammissione ai 22 corsi di laurea per professioni sanitarie nelle università statali, con oltre 68.000 candidati che hanno presentato domanda su 33.958 posti a bando. Il corso di laurea in infermieristica ha registrato un’importante inversione di tendenza, con oltre il 54% delle domande complessivamente presentate, segno di un riavvicinamento dei giovani verso questa professione. Tuttavia, il dato positivo non si riflette sul reclutamento effettivo del personale sanitario, che rimane in crisi.
Concorsi per infermiere con pochi candidati
A giorni è prevista la prima prova del concorso pubblico per infermiere a tempo indeterminato da destinare agli Ospedali di comunità provinciali, ma il numero di candidati ammessi alla procedura selettiva è estremamente basso: solo 13. Questo numero, purtroppo, non è sufficiente a garantire un reale contributo alla sanità pubblica di Sondrio, soprattutto per gli Ospedali di Comunità, che dipendono prevalentemente dal lavoro infermieristico. La scarsa attrattività del territorio e la mancanza di soluzioni abitative sono i principali ostacoli al reclutamento. Leonardo Puleri, segretario provinciale della Fp Cgil, ha sottolineato come i risicati numeri di chi partecipa ai concorsi pubblici in sanità segnalino temi fondamentali da affrontare. Secondo il sindacalista, non basta l’ipotesi di un lavoro a tempo indeterminato per attrarre professionisti in una regione come la Valtellina. Serve un investimento sul tema delle soluzioni abitative a favore di personale proveniente da fuori provincia, un tema che la Cgil e la categoria sindacale hanno posto al centro del dibattito pubblico.
La situazione in provincia di Sondrio si colloca in un contesto di crescita turistica, con città come Tirano legate al Trenino rosso. Questo modello di sviluppo, sebbene positivo, crea una pressione sull’offerta di alloggi e di stabilità per i professionisti. La Cgil, attraverso Puleri, chiede una riflessione collettiva tra le Istituzioni e le forze sociali locali, per trovare soluzioni concrete per migliorare la qualità del servizio sanitario e attrarre personale qualificato.
- 68.000 candidati a 33.958 posti a bando
- 54% delle domande per infermieristica
- 13 candidati ammessi al concorso per infermiere
La Cgil, con il suo impegno per la sanità pubblica, continua a monitorare la situazione e a chiedere interventi concreti per risolvere le criticità. La scarsa attrattività del territorio, unita alla mancanza di soluzioni abitative, rappresenta un ostacolo significativo per il reclutamento del personale sanitario, un tema che richiede una riflessione comune e un impegno concreto da parte di tutti i soggetti coinvolti.



