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mercoledì 23 Settembre 2026

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Cultura

Catanzaro Jazz Fest: Cafiso e l’Orchestra Arlia chiudono la prima parte con un concerto di intensa musicalità

Il Catanzaro Jazz Fest chiude la prima parte con un concerto di Francesco Cafiso e la Saverio Arlia Jazz Orchestra, un mix di tradizione e innovazione.

Il Catanzaro Jazz Fest ha visto la chiusura della sua prima parte con un concerto che ha unito la forza dell’orchestra e la libertà del solista. Francesco Cafiso, uno dei più affermati sassofonisti italiani, ha portato sul palco il suo stile inconfondibile, mentre la Saverio Arlia Jazz Orchestra, diretta da Carlo Cattano, ha dato vita a un’esperienza musicale intensa e coinvolgente. La serata, tenutasi al Jazz Village, ha visto il pubblico entusiasta e appassionato, con applausi che hanno accompagnato ogni momento del concerto.

Un dialogo tra tradizione e contemporaneità

La collaborazione tra Cafiso e l’Orchestra Arlia ha dato vita a un incontro particolarmente significativo, in cui la dimensione orchestrale si è incontrata con quella del solista. Cafiso ha confermato una capacità interpretativa capace di coniugare la conoscenza della tradizione jazz con una personale sensibilità contemporanea. La sua presenza ha arricchito il confronto con l’orchestra, trasformando ogni intervento solistico in un dialogo, anche ironico, con il grande organico.

La musica d’insieme si è incontrata con la libertà dell’improvvisazione.

Sotto la direzione di Cattano, le diverse sezioni dell’orchestra hanno costruito un dialogo continuo con il sax di Cafiso, regalando a un pubblico entusiasta momenti di intensa musicalità. Il concerto ha visto la trasformazione di brani classici come quelli di Kenny Garrett, Thelonious Monk e Astor Piazzolla in un’esperienza unica, accompagnata da composizioni e arrangiamenti originali scritti da Cattano. La serata ha chiuso con un acclamato bis, un segno dell’entusiasmo del pubblico.

Un festival che celebra la contaminazione

Il Catanzaro Jazz Fest si conferma un evento che non si limita alle tradizioni, ma si apre a nuove forme di espressione. Dalla grande orchestra al rap, dal jazz d’autore alle nuove forme della musica urbana, il festival continua il suo viaggio attraverso linguaggi, generazioni e sensibilità differenti. Con Nuova Forma Army, il jazz dialoga con le nuove culture urbane e con un pubblico trasversale, confermando la vocazione del festival a esplorare territori musicali diversi senza perdere il legame con la propria identità.

La XXVI edizione del festival si distingue per la sua apertura alle contaminazioni e per la capacità di costruire nuovi percorsi di ascolto. Il Jazz Village, luogo di incontro tra musica, cultura e vita cittadina, ha visto la partecipazione di ospiti di eccezione, tra cui due protagonisti di una stagione calcistica indimenticabile della città, Massimo Palanca e Adriano Banelli, l’attore Francesco Colella e esponenti delle istituzioni regionali e cittadine. La serata si è conclusa con la cena a cura di Luna Convento e il dj set di Tatto, mentre il Jazz Village si è confermato un punto di riferimento per la città. Il festival, con la sua formula innovativa, continua a fare della contaminazione uno dei segni distintivi del suo impegno culturale.

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