Cesare Battisti, chef e anima del ristorante Ratanà di Milano, ha espresso un’idea chiara e provocatoria: il gusto dei figli è diverso da quello dei genitori, e il risotto alla milanese come una volta non lo mangerebbero più. L’affermazione, fatta durante un’intervista pubblicata il 23 settembre 2026, è parte di un dibattito più ampio sul cambiamento della cucina italiana e sul rapporto tra tradizione e innovazione. Battisti, uno dei cuochi più rappresentativi della cucina contemporanea, ha scritto un libro intitolato Manifesto della cucina del futuro, in cui spiega come il cibo non è solo un alimento, ma un elemento sociale e culturale che deve evolversi con il tempo.
Il gusto è cambiato, anche se non lo siamo
«I nostri non sono uguali a quelli dei nostri genitori», ha detto Battisti, sottolineando come il palato dei giovani sia più sofisticato e diverso. «Mio figlio non ha lo stesso mio palato», ha aggiunto, spiegando che il risotto alla milanese, una delle ricette simbolo della cucina italiana, non è più apprezzato come una volta. «Se noi mangiassimo il risotto alla milanese come lo facevano 50 anni fa – era dolciastro, pastoso, cremoso – adesso al terzo cucchiaio ti stancheresti», ha commentato, rivelando come le preferenze alimentari si evolvano con il tempo.
Una cucina che si adatta al presente
Battisti ha sottolineato come la cucina italiana debba adattarsi alle nuove esigenze e ai nuovi palati. «Tutti cercano delle “robe” e dei piatti per stupire, sembra il karma del momento», ha detto, ma ha chiarito che il futuro non è fatto di piatti mai mangiati, ma di ricette che vengono scelte e portate nel futuro. «La società è cambiata, lo abbiamo capito», ha aggiunto, spiegando che le ricette devono essere contemporanee e adattate alle nuove generazioni. «Tutte le ricette del libro sono fattibili a casa», ha assicurato, sottolineando l’importanza di una cucina accessibile e condivisa.
Il libro di Battisti, Manifesto della cucina del futuro, contiene 80 ricette e 8 valori che guidano la sua visione della cucina. Tra i valori citati, c’è la curiosità, la condivisione e l’etica, che Battisti vede come un elemento fondamentale per ogni ristorante. «Il cibo esiste davvero solo quando mette insieme le persone», ha detto, rafforzando l’idea che la cucina non sia solo un’arte, ma un’esperienza sociale. «Parlo di sapere, perché senza conoscenza non c’è libertà di scelta», ha aggiunto, spiegando come la conoscenza e la consapevolezza siano alla base di ogni scelta culinaria.
Il futuro della cucina italiana, secondo Battisti, non è un ritorno al passato, ma una scelta di adattamento e innovazione. «La cucina deve essere riconoscibile, ma anche evoluta», ha concluso, sottolineando come il cambiamento del gusto sia parte di un processo naturale. «Non si tratta di semplici ricette, ma di una riflessione dietro e intorno al cibo», ha detto, rafforzando l’idea che la cucina sia un elemento culturale e sociale che deve evolversi con il tempo.
- Manifesto della cucina del futuro
- 8 valori e 80 ricette
- Cambiamento del gusto
- Adattamento alle nuove generazioni



