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giovedì 24 Settembre 2026

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Educazione digitale in carcere: il progetto “Futuro in Connessione” trasforma il tempo della pena in opportunità di reinserimento

Un progetto innovativo in carcere promuove competenze digitali per ridurre il divario e favorire il reinserimento sociale e lavorativo.

Il progetto “Futuro in Connessione” ha reso possibile l’educazione digitale in carcere, offrendo a 210 detenuti e giovani in affidamento l’opportunità di acquisire competenze tecnologiche essenziali per il reinserimento sociale e lavorativo. Sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale, il progetto è stato promosso da una rete di enti del Terzo settore e società benefit in collaborazione con cinque istituti penitenziari, tra cui CR Milano Bollate, CC Monza e Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Lombardia – Milano. L’iniziativa si propone di abbattere le barriere dell’esclusione sociale e lavorativa, partendo proprio dalle competenze digitali.

Competenze digitali per un reinserimento concreto

Attraverso corsi molto pratici, i partecipanti acquisiranno le competenze tecnologiche fondamentali richieste oggi dal mercato del lavoro e indispensabili anche per la gestione della vita quotidiana. Dall’utilizzo degli strumenti informatici di base all’approccio consapevole delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza artificiale, passando per la gestione dell’identità digitale (Spid/Cie) e l’accesso ai servizi online della Pubblica amministrazione, il progetto si propone di costruire un ponte tra l’isolamento detentivo e il mercato del lavoro.

Il progetto non si limita a insegnare a usare un computer, ma mira a creare un’opportunità concreta di emancipazione e riscatto.

Una delle principali novità riguarda le infrastrutture: tutti i computer utilizzati durante le attività formative saranno donati agli istituti penitenziari coinvolti, lasciando un’eredità tecnologica permanente a disposizione delle strutture per le future attività didattiche dei ristretti. L’obiettivo non è solo l’acquisizione di skill reali, certificabili e immediatamente spendibili, ma anche la riduzione del rischio di recidiva attraverso l’inclusione digitale.

Un percorso formativo all’avanguardia

Il progetto si articola in quattro pilastri: “Alfabetizzazione Digitale”, “Digitalizzazione Avanzata”, “Life Skills” e “Accelerazione e Lavoro”. Il primo pilastro introduce la cittadinanza digitale, la sicurezza online e le prime applicazioni dell’AI, con l’obiettivo di favorire l’autonomia quotidiana attraverso strumenti come home banking, Spid e l’uso di soluzioni di AI di base. Il secondo pilastro sostiene la riqualificazione professionale tramite software per produttività e creatività digitale e l’impiego di AI generativa, con rilascio di certificazioni come Ecdl e Google IT Support.

Il terzo pilastro, “Life Skills”, sviluppa competenze trasversali essenziali, tra cui educazione finanziaria, comunicazione assertiva, gestione dello stress e pensiero critico supportato dall’AI. I moduli dedicati alla cultura finanziaria saranno sviluppati in collaborazione con Intesa Sanpaolo, con l’obiettivo di fornire una gestione economica autonoma, legale e consapevole una volta terminata la pena. Chiude il percorso “Accelerazione e Lavoro” con laboratori di autoimprenditorialità, design thinking, simulazioni di colloqui e attività di matching con aziende del distretto Mind, includendo l’uso dell’AI per l’ottimizzazione del CV e la definizione di modelli di business concreti.

Ridurre il digital divide e migliorare l’inclusione

Il progetto mira a ridurre il forte divario digitale che spesso isola i detenuti dal mondo esterno e ostacola profondamente il loro reinserimento sociale e lavorativo. L’accesso alle tecnologie è considerato un requisito imprescindibile per l’inclusione sociale, economica e lavorativa. Il mondo accelera tra servizi PA online, smart working e intelligenza artificiale, e attraverso l’inclusione digitale, il progetto trasforma il tempo della pena in tempo di riqualificazione. Le prime attività di coinvolgimento e formazione dei detenuti saranno avviate già a settembre, con l’obiettivo di offrire un percorso formativo all’avanguardia, ideato per trasformare il tempo della pena in un’opportunità concreta di emancipazione e riscatto per 210 beneficiari, tra detenuti e giovani in carico all’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (Uepe).

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