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mercoledì 23 Settembre 2026

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Emilia-Romagna, leader nazionale nell’attrazione e trattenuta dei talenti giovani

L’Emilia-Romagna si conferma modello per l’attrazione di giovani talenti, grazie a politiche innovative e incentivi mirati.

L’Emilia-Romagna si conferma punto di riferimento in Italia per le politiche di attrazione e trattenuta dei giovani talenti, come confermato da un’indagine del Cnel su 2.500 expat tra i 18 e i 34 anni. La regione, in un Paese che vive una vera emorragia di competenze, ha messo in campo un modello innovativo e strutturale per sostenere l’arrivo e il permanenza di giovani con alta specializzazione.

Politiche innovative per attrarre e trattenere i talenti

La Regione, prima in Italia a dotarsi di una legge ad hoc in materia, ha approvato la legge regionale per l’Attrazione, permanenza e valorizzazione dei talenti ad elevata specializzazione in Emilia-Romagna e il Manifesto per l’attrazione dei Talenti nel maggio 2024. Il programma operativo it-ER (International Talents Emilia-Romagna), avviato da Art-ER dal 2019, rappresenta un pilastro strategico della politica regionale, basato sulla cooperazione tra istituzioni pubbliche, sistema della formazione e dell’università. Il modello emiliano-romagnolo si distingue per il carattere pionieristico e per l’ampiezza dell’impianto normativo, come sottolinea il Rapporto del Cnel ‘Giovani expat: Come farli tornare’. L’obiettivo è rendere il territorio un luogo attraente sia per le opportunità professionali sia per le condizioni complessive di vita, puntando su qualità del lavoro, welfare, servizi alle famiglie e merito.

Un modello aperto a talenti internazionali e nazionali

Il programma it-ER non si limita al rientro dei soli connazionali o corregionali espatriati, ma si rivolge apertamente anche ai talenti provenienti da altre regioni italiane e a ricercatori o professionisti esteri. Attraverso un portale unico di accesso, la strategia regionale si basa su un approccio data-driven, analizzando i flussi migratori per offrire servizi mirati e personalizzati. La decisione discende da una lettura attenta delle dinamiche territoriali: a fronte di un saldo demografico naturale strutturalmente negativo e di un progressivo invecchiamento della popolazione, la regione beneficia di un saldo migratorio positivo, sostenuto soprattutto dall’apporto di giovani provenienti da altre regioni italiane. Questo equilibrio è reso possibile grazie a una politica attiva e proattiva per l’attrazione di competenze.

La Regione ha dimostrato di saper cogliere le opportunità e di investire in una strategia a lungo termine, che punta non solo a attrarre i talenti, ma a renderli parte integrante del territorio. La scelta strategica e strutturale del governo regionale si basa su un’idea chiara: l’Emilia-Romagna non è solo un luogo di lavoro, ma un ambiente in cui si sceglie di vivere e crescere.

Il 93% dei giovani è laureato, con un elevato livello di specializzazione, come emerge dal rapporto del Cnel. Tra il 2011 e il 2024 l’Italia ha perso, al netto dei rientri, 441mila giovani tra i 18 e i 34 anni, con un saldo negativo record di oltre 61mila unità nel solo 2024. La regione, con il suo modello, ha dimostrato di saper contrastare questa emorragia e di offrire un ambiente favorevole per la crescita e la permanenza dei talenti.

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