Un’arte lenta e intima
Giuseppe Sciortino, nato a Palermo nel 1988, si presenta come un artista che trasforma la distrazione quotidiana in un diario intimo dell’inutilità. La sua ricerca pittorica si concentra sulla prossimità delle cose che rimangono ai margini dello sguardo, su ciò che è più vicino e quindi sentito come reale. L’opera “Ombrello bello”, realizzata nel 2026, è un esempio di questa sua visione, in cui la semplicità e la lentezza del processo creativo diventano parte integrante del messaggio.
La pittura per Sciortino non è solo un fine, ma un mezzo per costruire il mondo che lo circonda. La scelta della tempera, con la sua capacità di offrire una risoluzione formale più astratta e gessosa, lo porta a esplorare una dimensione più metafisica, lontana dal realismo naturalistico. L’artista spiega che la sua pratica si basa su un’attenzione alle cose statiche e quotidiane, come la mela sbucciata o il pane e le briciole, che diventano simboli di una bellezza nascosta.
La distrazione quotidiana è il cuore del suo lavoro.
Sciortino riconosce l’influenza del contesto socio-culturale e politico sul suo lavoro, ma lo vede come un elemento negativo. L’attuale ambiente di distrazione, spesso legato a piattaforme digitali, lo disturba e lo distoglie dalle distrazioni positive e costruttive. Tuttavia, la sua ricerca si concentra su una distrazione domestica, una forma di contemplazione che lo porta a osservare ciò che di solito non si guarda. Questo atteggiamento lo porta a creare opere che sembrano quasi un diario intimo, in cui ogni dettaglio ha un significato.
Un’esperienza personale e una pratica precisa
Nella sua pratica, Sciortino si concentra sull’esperienza personale, rifiutando di cercare riferimenti collettivi o astratti. La sua tecnica, che include l’uso della fotografia come strumento ottico per registrare appunti visivi, si distingue per una precisione e una lentezza che contrappone il caos digitale. L’opera “Trittico con pane, spazzola e scatola di uova” è un esempio di questa attenzione ai dettagli, in cui ogni elemento ha un ruolo nella costruzione del quadro.
Sciortino ritiene che la pittura, oggi, sia un modo per soffermarsi lentamente su immagini ben fatte, lontane dal caos e dal consumo. La sua ricerca, che si colloca all’interno del panorama dell’arte emergente in Italia, rappresenta una risposta al presente, in cui la distrazione quotidiana diventa un tema centrale. La sua pratica, con la sua lentezza e la sua attenzione ai dettagli, è un invito a guardare meglio ciò che ci circonda.
La lentezza è un valore nella sua pratica.
Durante la realizzazione di un’opera, Sciortino ritiene che il momento più importante sia verso la metà del lavoro, quando si passa dall’abbozzo alla definizione dei dettagli. La sua pratica si basa su un equilibrio tra attenzione e controllo, in modo che i segni superflui, inevitabili errori, possano essere evitati. Quando inizia a percepire una certa stanchezza e un’eccessiva quantità di segni, l’opera è considerata conclusa. Questo processo riflette una filosofia dell’arte che privilegia la lentezza e la riflessione.
La sua scelta di pittura è motivata da una convinzione che oggi sia importante soffermarsi su immagini prodotte lentamente, lontane dal caos e dal consumo. La sua ricerca, che si colloca all’interno del panorama dell’arte emergente in Italia, rappresenta una risposta al presente, in cui la distrazione quotidiana diventa un tema centrale. La sua pratica, con la sua lentezza e la sua attenzione ai dettagli, è un invito a guardare meglio ciò che ci circonda.



