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mercoledì 23 Settembre 2026

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Cronaca nera

Guida senza patente dopo incidente mortale: agenti lo riconoscono e lo bloccano

Un giovane accusato di omicidio stradale è stato bloccato per guida senza patente. L’incidente si è verificato a Boville Ernica.

Un giovane di 26 anni, accusato di omicidio stradale, è stato bloccato dai poliziotti mentre guidava senza patente, nonostante fosse sottoposto a sospensione per un grave incidente avvenuto due anni fa. L’incidente, che costò la vita alla fidanzata, si è verificato il 15 settembre a Boville Ernica, nel territorio di Frosinone. I due agenti del Distaccamento della Polizia Stradale di Sora, impegnati in un controllo, hanno riconosciuto il conducente, che era lo stesso giovane identificato in un incidente mortale avvenuto nel dicembre 2024 sulla superstrada Ferentino-Sora. L’incidente aveva visto la perdita di controllo dell’auto a causa dell’alta velocità, superiore ai limiti previsti, e aveva causato la morte di Chiara Albinini, 28 anni, di Boville Ernica.

Un passato di violazioni e un presente di rischi

Il giovane, Alessandro Cervoni, aveva già patteggiato una pena per l’incidente e aveva visto la sua patente sospesa per due anni. Nonostante il provvedimento, però, ha ripreso a guidare prima della scadenza, evidentemente sperando di farla franca. I poliziotti, dopo averlo riconosciuto, sono saliti sull’auto di servizio e lo hanno raggiunto, procedendo al controllo. Gli accertamenti hanno confermato i loro sospetti: alla guida c’era proprio il destinatario del provvedimento di sospensione. È quindi scattata la contestazione della violazione prevista dall’articolo 218 del Codice della strada, per guida con patente sospesa. Il veicolo è stato sottoposto a sequestro amministrativo per tre mesi.

La professionalità dei poliziotti ha salvaguardato l’ordine pubblico e rispettato le vittime.

Un intervento che rispetta le vittime

La Uil Polizia di Frosinone ha espresso un plauso per l’intervento dei due agenti, indicati con le iniziali Q.M. e M.M., sottolineando la professionalità e l’attenzione dimostrate. «Il fatto che, a distanza di quasi due anni, abbiano ricordato un soggetto con patente sospesa dimostra un attaccamento al servizio che va oltre l’ordinario», ha dichiarato il segretario generale Norberto Scala. Il sindacato ha inoltre sottolineato che l’intervento rappresenta «un rispetto verso chi, ancora oggi, piange in silenzio la grave e prematura perdita del proprio familiare». Il 26enne rischia anche la revoca della licenza di guida, un ulteriore provvedimento che potrebbe aggravare la sua situazione legale.

La situazione rimane complessa, con un passato di violazioni e un presente di rischi. L’incidente del 2024 ha lasciato un segno profondo, non solo per la famiglia di Chiara Albinini, ma anche per la comunità locale. I poliziotti, con la loro azione, hanno dimostrato una professionalità e una determinazione che hanno salvaguardato l’ordine pubblico e rispettato le vittime. Il caso rappresenta un esempio di come le istituzioni possano agire con coerenza, anche quando i fatti si ripetono e i rischi sono evidenti.

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