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mercoledì 23 Settembre 2026

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L’Iran minaccia aeroporti di Paesi vicini se collaborano con gli USA

L’Iran minaccia aeroporti di Paesi vicini se collaborano con gli Usa per bloccare le sue compagnie aeree.

L’Iran ha lanciato una minaccia diretta ai Paesi vicini, avvertendo che se collaboreranno con gli Stati Uniti per bloccare le sue compagnie aeree, attaccherà i loro aeroporti. La dichiarazione, fatta attraverso canali diplomatici, arriva in un contesto di crescente tensione regionale e di negoziati tra Teheran e Washington. L’Iran ha comunicato a Washington le sue condizioni per fermare la guerra: stop all’aggressione, al blocco navale e alle sanzioni, oltre allo sblocco dei beni congelati. La posizione iraniana sullo Stretto di Hormuz e sulla sicurezza regionale è rimasta invariata, e la delegazione iraniana a New York ha permesso di comunicarla “in modo più chiaro ed esplicito” ai diplomatici statunitensi.

La tensione nello Stretto di Hormuz resta alta

Intanto, la situazione nello Stretto di Hormuz, uno dei canali marittimi più importanti al mondo, è rimasta tesa. Secondo il Centro per le operazioni di commercio marittimo del Regno Unito (Ukmto), una nave mercantile è stata colpita da un proiettile non identificato, ha preso fuoco e si è rimasta alla deriva, provocando due feriti. L’intero equipaggio è stato evacuato, e le autorità stanno indagando sull’accaduto. Non risultano conseguenze ambientali, ma la minaccia di attacchi continui ha reso il canale un punto di tensione cruciale per la sicurezza globale.

Le condizioni iraniane per riaprire lo Stretto

Il generale Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ha ribadito che lo Stretto di Hormuz non verrà mai riaperto se gli Stati Uniti non accetteranno le condizioni iraniane. Le condizioni, diverse da quelle avanzate in precedenza, includono la cessazione dell’aggressione, del blocco navale e delle sanzioni, nonché lo sblocco dei beni congelati. L’ambasciatore iraniano in Russia, Kazem Jalali, ha aggiunto che gli Stati Uniti dovranno accettare il nuovo status giuridico di Hormuz, deciso tra Iran e Oman, se intendono continuare a transitarvi. La Repubblica islamica sembra intenzionata a usare questa carta per ottenere concessioni, come ha sottolineato Emmanuel Macron in un’intervista ad ABC News. Il presidente francese ha ribadito che il suo “principale obiettivo” nell’incontro con Donald Trump era “trovare il giusto accordo” per riaprire l’importante snodo energetico globale, la cui chiusura ha provocato un aumento dei prezzi dei carburanti in tutto il mondo.

La minaccia iraniana non è limitata solo al controllo dello Stretto. L’Iran ha avvertito che se i Paesi vicini collaboreranno con gli Stati Uniti per bloccare le sue compagnie aeree, i loro aeroporti non potranno più operare. Questa mossa rappresenta un ulteriore strumento di pressione per Teheran, che cerca di mantenere il controllo su una serie di canali strategici. La situazione, in un momento di crescente instabilità, potrebbe ulteriormente complicarsi. La tensione regionale, alimentata da sanzioni e risposte militari, continua a crescere, con il rischio di un impatto globale sul commercio e sull’energia. L’Iran, attraverso le sue minacce e condizioni, cerca di rafforzare la sua posizione in un contesto di negoziati delicati e di crescente instabilità.

La Repubblica islamica ha comunicato le sue condizioni per porre fine alle ostilità attraverso mediatori qatarioti, ma le posizioni iraniane non sono nuove. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha spiegato che le condizioni e il processo negoziale non sono nuovi, ma erano già stati comunicati a Washington all’inizio della settimana. La delegazione iraniana a New York ha permesso di comunicarle “in modo più chiaro ed esplicito” ai diplomatici statunitensi.

La minaccia iraniana, tuttavia, non è limitata solo al controllo dello Stretto. L’Iran ha avvertito che se i Paesi vicini collaboreranno con gli Stati Uniti per bloccare le sue compagnie aeree, i loro aeroporti non potranno più operare. Questa mossa rappresenta un ulteriore strumento di pressione per Teheran, che cerca di mantenere il controllo su una serie di canali strategici. La situazione, in un momento di crescente instabilità, potrebbe ulteriormente complicarsi se le condizioni iraniane non saranno soddisfatte. La tensione regionale, alimentata da sanzioni e risposte militari, continua a crescere, con il rischio di un impatto globale sul commercio e sull’energia. L’Iran, attraverso le sue minacce e condizioni, cerca di rafforzare la sua posizione in un contesto di negoziati delicati e di crescente instabilità.

La Repubblica islamica ha comunicato le sue condizioni per porre fine alle ostilità attraverso mediatori qatarioti, ma le posizioni iraniane non sono nu

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