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mercoledì 23 Settembre 2026

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Cultura

Luce di Marco Lodola al San Matteo: «Nessuno si senta solo»

Luce artistica al Policlinico di Pavia: un segno di vicinanza per chi entra e chi esce dall’ospedale.

Un cuore luminoso si accende all’ingresso del Policlinico di Pavia, illuminando il cammino di chi entra e chi esce dall’ospedale. L’opera, realizzata dall’artista Marco Lodola, è un segno di vicinanza e di speranza, pensata per accompagnare idealmente chi si trova in un momento di attesa o di preoccupazione. Il presidente del Policlinico, Alessandro Venturi, ha spiegato che l’installazione vuole ricordare che la persona è al centro della missione dell’istituzione, e che nessuno si senta solo. La luce, accesa ieri in occasione della ricorrenza di San Matteo apostolo, è un simbolo di empatia e di attenzione verso chi vive esperienze difficili.

Un segno di vicinanza per chi entra e chi esce

La scultura luminosa, posta nell’aiuola adiacente alla palazzina dell’ingresso principale, è situata tra l’ex padiglione chirurgico e il campus della salute dell’università di Pavia. L’opera, che ha già illuminato luoghi come l’Ariston del Festival di Sanremo, è stata pensata per accompagnare chi entra nel Policlinico, attendendo una risposta, e chi esce, portando con sé una notizia difficile. «Le parole più belle che si possano desiderare di sentire non sono più “ti amo”, ma “non si preoccupi, è negativo”», ha detto Venturi, spiegando che l’artista ha scelto una frase che sorprende, ma che non intende ridimensionare l’importanza dell’amore.

La luce che parla anche a chi riceve una cattiva notizia

«Sappiamo che non tutti coloro che entrano in un ospedale ne escono con la notizia che speravano di ricevere», ha ricordato Venturi. L’installazione, quindi, non si limita a celebrare i successi, ma vuole anche essere un segno di vicinanza per chi deve confrontarsi con una diagnosi difficile o con una perdita. «Non promette che tutto andrà bene; dice qualcosa di più vero: che nessuno dovrebbe essere lasciato solo davanti a ciò che non può evitare», ha aggiunto il presidente. La luce, quindi, non è solo un simbolo di speranza, ma anche di comprensione e di sostegno.

La scultura, che si trova in un luogo quotidianamente attraversato da migliaia di pazienti, familiari, medici e studenti, è un invito a riflettere sul peso delle parole e sul loro significato in contesti diversi. Le parole cambiano peso a seconda del luogo e del momento in cui vengono pronunciate. In un ospedale, persino un’espressione apparentemente tecnica può diventare una dichiarazione d’amore per la vita. L’opera, quindi, non solo illumina un luogo, ma anche un’esperienza umana complessa e profonda.

Da questa sera, il cuore di Marco Lodola resterà acceso per chi entra e chi esce dal Policlinico di Pavia. Un segno di vicinanza, di empatia e di attenzione verso chi vive momenti di attesa, di preoccupazione o di dolore. Nessuno si senta solo, è il messaggio che l’arte ha portato al San Matteo, e che si spera possa accompagnare chiunque si trovi in quel luogo.

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