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mercoledì 23 Settembre 2026

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Esteri

La propaganda russa si adatta: il Cremlino usa nuovi strumenti per diffondere disinformazione

La Russia adatta la propaganda al nuovo contesto digitale, sfruttando canali locali per diffondere disinformazione.

La Russia ha sempre saputo adattare la sua propaganda ai nuovi contesti, e oggi lo fa con maggiore efficacia grazie a strumenti digitali e canali locali. Il fenomeno non è nuovo, ma la sua diffusione e la sua capacità di manipolare l’opinione pubblica sono cresciute in modo esponenziale. Come ha sottolineato un giornalista italiano, la disinformazione russa non è più limitata a canali come Radio Mosca, ma si è evoluta in una forma più sofisticata, che sfrutta i media locali e i social network per raggiungere un pubblico più vasto e diversificato.

La propaganda funziona: meccanismi e strumenti

La strategia russa si basa su un modello che premia la diffusione di disinformazione attraverso canali già esistenti. Questo significa che i messaggi del Cremlino non vengono più diffusi solo attraverso testate estere, ma vengono integrati in contenuti locali, spesso gestiti da soggetti che hanno già un pubblico noto. Come ha spiegato un articolo di Linkiesta, il modello si basa su una rete di esperti formati, che presentano narrazioni preconfezionate, mentre altri si occupano della distribuzione di queste informazioni in modo invisibile.

La diffusione di disinformazione non è mai stata così efficace come oggi.

Un caso concreto: la targa commemorativa a Darya Dugina

A fine agosto, su RaiNews è stato rilanciato senza alcun contraddittorio un comunicato dell’ambasciatore russo Alexey Paramonov riguardo alla targa commemorativa a Darya Dugina, installata in provincia di Lucca. Questo è un esempio chiaro di come la propaganda russa possa essere amplificata attraverso canali di massa, senza alcun controllo o verifica. Dugina, quando era in vita, era legata a United World International, una struttura nota per la sua attività di disinformazione. Il fatto che questa informazione sia stata rilanciata senza alcun contesto o verifica mostra come la disinformazione possa infiltrarsi nei media pubblici. Non si tratta di un servizio antisistema, ma di una semplice amplificazione di un messaggio filorussa. Questo tipo di operazione non è nuova, ma la sua diffusione attraverso canali di massa ha reso il fenomeno più insidioso.

La disinformazione si diffonde ovunque

La propaganda russa non si limita a canali esteri, ma si diffonde anche all’interno dei Paesi dell’Unione Europea, dove alcuni soggetti hanno già un pubblico noto. Questo è stato dimostrato da un caso recente riguardante John Mark Dougan, ex sceriffo della Florida rifugiato a Mosca dal 2017. Dougan ha gestito una rete di oltre 160 siti web, che sembravano testate locali, e ha diffuso notizie di disinformazione in modo sistematico. Questi siti sono stati utilizzati per influenzare le elezioni tedesche, sfruttando la fiducia di influencer locali.

La disinformazione non ha confini, e si diffonde attraverso canali che sembrano affidabili.

La situazione richiede una maggiore vigilanza, soprattutto in un contesto in cui la confusione e l’irritazione possono essere utilizzate per manipolare l’opinione pubblica. La propaganda russa non ha lo scopo di far amare il Cremlino, ma di creare un clima di incertezza e di tensione, che rende più difficile la critica e il controllo della verità. Per questo motivo, è fondamentale riconoscere non solo i media filorussi, ma anche i meccanismi che permettono la diffusione di disinformazione. La confusione e l’irritazione sono strumenti potenti, e la loro manipolazione può portare a conseguenze gravi per la democrazia.

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