Un inizio di rassegna con un concerto di profonda riflessione
Il pianista Ramin Bahrami ha aperto a Napoli la rassegna “Musica urbana” con un concerto intitolato “Bach e la danza”, un evento che ha suscitato interesse per la sua profonda riflessione sulla musica e il suo ruolo nella società contemporanea. L’evento si è svolto all’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli, in un contesto che ha visto il pianista iraniano naturalizzato italiano confrontarsi con le sfide del presente, attraverso la musica di Bach. La musica come antidoto alle divisioni
Nel corso del concerto, Bahrami ha espresso una visione forte e chiara: «Solo la polifonia, ovvero la coesistenza armoniosa di molte voci, potrà salvarci dall’orrore e dalle brutture del mondo e non l’intelligenza artificiale, come vorrebbero farci credere i potenti». Questa frase, che ha suscitato ampie riflessioni, rappresenta il filo conduttore del programma musicale scelto per l’esordio della rassegna.
Un itinerario musicale tra passato e futuro
Il programma del concerto ha visto l’esecuzione di due delle Sei Partite composte da Bach per clavicembalo tra il 1726 e il 1730, il “Capriccio sopra la lontananza del suo fratello dilettissimo” e il “Concerto secondo lo stile Italiano”. Queste opere, che riflettono la capacità di Bach di trasformare la musica in dialogo e movimento, sono state scelte per offrire un’esperienza di ascolto che unisce il passato al futuro. La musica come spazio di convivenza
«Bach è molto più di un capitolo fondamentale della storia della musica. È una lezione di convivenza, uno spunto per interrogarsi sul ruolo della musica in un’epoca attraversata da profonde trasformazioni tecnologiche, da fratture politiche e dalla crescente presenza dell’intelligenza artificiale», ha spiegato Bahrami. Per lui, la musica non è solo arte, ma un’esperienza umana che permette di trovare armonia in un mondo in continua evoluzione.
Un progetto che unisce cultura e comunità
La rassegna “Musica urbana”, promossa dal Comune di Napoli nell’ambito del progetto “Città della Musica”, nasce dalla collaborazione tra l’Associazione Alessandro Scarlatti e il Maggio della Musica. «La musica di Bach nella rilettura di Ramin Bahrami è l’apertura perfetta per il ciclo tematico che abbiamo dedicato alla storia musicale occidentale», ha commentato Stefano Valanzuolo, direttore del Maggio della Musica.
Sette concerti per un percorso musicale unico
La rassegna prevede sette concerti, dal 26 settembre al 19 dicembre, affiancati da laboratori e prove aperte. L’obiettivo è costruire un percorso capace di attraversare epoche e linguaggi, offrendo al pubblico un’esperienza di ascolto consapevole. «Un singolare excursus temporale nella musica classica», ha spiegato Tommaso Rossi, direttore dell’Associazione Alessandro Scarlatti.
La musica come ponte tra culture
La rassegna si propone come un’occasione per riflettere sul rapporto tra musica e società, con un focus particolare sulle emozioni che la musica può trasmettere in un’epoca dominata dalla tecnologia e attraversata da conflitti e divisioni. «Due appuntamenti diversi, uniti dalla stessa domanda: quali emozioni può trasmetterci la musica in un’epoca dominata dalla tecnologia e attraversata da conflitti e divisioni?», ha sottolineato Bahrami. La risposta, per lui, è già scritta nella polifonia di Bach: molte voci, diverse e autonome, che non si annullano, ma trovano nell’armonia la forza di stare insieme.



