Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, un passo decisivo per il ritorno dell’energia atomica in Italia. Il voto, espresso con 81 favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti, ha dato il via al processo per la riapertura delle centrali nucleari, chiuse dopo il referendum del 1987. Il provvedimento, già approvato dalla Camera il 4 giugno scorso, delega il governo a definire entro un anno una disciplina organica del ciclo di vita dell’energia nucleare, con l’obiettivo di garantire sicurezza, indipendenza energetica e decarbonizzazione. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato che l’approvazione è una giornata storica per l’Italia, un’occasione per portare in Italia l’energia del futuro.
Un accordo tra maggioranza e opposizione
Il voto del Senato ha visto la partecipazione di tutti i partiti della maggioranza di governo, tra cui Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, nonché il partito di opposizione Azione, guidato da Carlo Calenda. Italia Viva ha scelto di astenersi. L’approvazione è avvenuta in una seduta in cui inizialmente era mancato il numero legale, ma i senatori si sono espressi in modo unanime. Il provvedimento, che prevede un programma nazionale per il nucleare sostenibile e la fusione, include regolamenti su impianti, rifiuti, sicurezza e localizzazione, con il coinvolgimento dei Comuni. Il testo ha anche misure per la ricerca, la formazione e l’informazione pubblica, nonché garanzie finanziarie e riordino delle competenze in materia di sicurezza nucleare.
Il governo dovrà ora redigere i decreti attuativi entro fine anno, come ha dichiarato il ministro Pichetto Fratin. L’obiettivo è rendere concreta l’applicazione della legge, con l’ausilio di tecnologie sostenibili. Secondo le stime del ministro, le prime centrali nucleari potrebbero essere operative intorno al 2033-34. Calenda ha sottolineato l’urgenza di diversificare le fonti di energia, sottolineando che un mix di rinnovabili e nucleare è la soluzione più economica e sostenibile rispetto all’approccio basato solo su fonti fossili.
Un futuro energetico diversificato
Il ddl nucleare rappresenta un cambiamento significativo per l’Italia, che punta a diventare un Paese più sicuro, indipendente e competitivo. L’approvazione del Senato segna un passo avanti verso un futuro energetico diversificato, con il nucleare come parte integrante del mix energetico nazionale. Il governo dovrà ora procedere con l’elaborazione dei decreti attuativi, che saranno fondamentali per mettere in atto le nuove normative e garantire la transizione verso un’energia sostenibile e sicura.
Il provvedimento prevede anche un programma nazionale per il nucleare sostenibile e la fusione, regolando impianti, rifiuti, sicurezza e localizzazione, con il coinvolgimento dei Comuni. Il testo delega il governo ad adottare entro un anno una disciplina organica del ciclo di vita dell’energia nucleare, per favorire la decarbonizzazione, la sicurezza e l’indipendenza energetica. L’Italia avrà più energia per famiglie e imprese, grazie a un mix tra nucleare sostenibile e rinnovabili.



