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mercoledì 23 Settembre 2026

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Tutela degli impollinatori, il mondo agricolo chiede meno vincoli e maggiore partecipazione

Scontro tra tutela delle api e preoccupazioni degli agricoltori per nuovi vincoli. Chiesto coinvolgimento nel processo decisionale.

La Terza Commissione provinciale ha concluso le audizioni sul disegno di legge 78, dedicato alla tutela degli apoidei, con un dibattito acceso tra il mondo agricolo e le organizzazioni che chiedono un equilibrio tra protezione degli impollinatori e le esigenze dei produttori. L’obiettivo di tutelare gli insetti impollinatori è condiviso, ma le richieste di ridurre la burocrazia e coinvolgere maggiormente le categorie agricole sono emerse chiaramente. L’attenzione si è concentrata soprattutto sui vincoli che potrebbero limitare le attività agricole, in particolare in aree montane e su terreni privati.

Un obiettivo condiviso, ma con diverse posizioni

La tutela degli impollinatori è considerata fondamentale per la sostenibilità dell’agricoltura, ma le organizzazioni come Coldiretti, CIA e la Federazione provinciale allevatori hanno espresso preoccupazioni per l’introduzione di nuove norme che potrebbero complicare le operazioni quotidiane. Giacomo Broch, presidente della Federazione provinciale allevatori, ha sottolineato l’importanza degli insetti per l’agricoltura, ma ha espresso contrarietà alla creazione di nuovi strumenti normativi che potrebbero limitare le attività, soprattutto in montagna. La richiesta è quindi quella di trovare un equilibrio tra tutela ambientale e possibilità di gestione dei terreni. Le preoccupazioni si concentrano soprattutto sulle norme che potrebbero limitare le attività agricole. La CIA, attraverso la presidente Mara Baldo, ha ribadito il sostegno alla tutela degli impollinatori, ma ha espresso perplessità sul testo del ddl 78, ritenuto troppo specifico e potenzialmente in grado di aumentare gli adempimenti burocratici. L’organizzazione ha inoltre chiesto un maggiore coinvolgimento del mondo agricolo nella Commissione provinciale prevista dal disegno di legge.

Le norme sulle aree incolte e sui siti di nidificazione

Le disposizioni sulle aree incolte e sui siti di nidificazione hanno suscitato preoccupazioni, poiché potrebbero interferire con alcune normali attività agricole. Inoltre, è emerso il tema della presenza di monocultura in Trentino e delle distanze previste per la migrazione degli sciami, considerate limitate rispetto alle capacità di volo. L’Asuit, con il referente Luigi Bortolotti, ha richiamato questi aspetti, sottolineando le difficoltà operative sui terreni privati rispetto ai terreni pubblici.

Per le colonie allevate esiste l’obbligo di effettuare almeno due trattamenti all’anno. Per le colonie selvatiche, invece, si segnala la presenza di sciami non trattati, esposti alla varroa. Il confronto ha fatto emergere una posizione comune sull’importanza della tutela degli impollinatori, accompagnata però dalla richiesta del comparto agricolo di regole applicabili, meno burocrazia e maggiore partecipazione alle decisioni. La Terza Commissione ha poi affrontato altri due provvedimenti. È stato sospeso l’esame del ddl 80 sulla zootecnia e l’agricoltura di montagna, proposto da Walter Kaswalder, mentre è stato sospeso anche il ddl 81 sulla protezione civile, proposto da Vanessa Masè, Carlo Daldoss e Christian Girardi.

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