Nel 2026, il mercato europeo delle auto elettriche ha registrato un incremento significativo, raggiungendo il 21,7% del totale delle immatricolazioni. Questo dato, diffuso da Acea, segna un ulteriore passo avanti verso la mobilità a zero emissioni. Le auto ibride, invece, mantengono la leadership con una quota del 36,6%, mentre le motorizzazioni a benzina e diesel si riducono al 29%. Questi numeri riflettono una trasformazione profonda nel settore automobilistico dell’Unione europea.
Un boom in Francia, Germania e Danimarca
La crescita delle auto elettriche è particolarmente evidente in alcuni Paesi chiave. In Francia, le immatricolazioni di veicoli elettrici sono aumentate del 74,2%, in Germania del 53,1% e in Danimarca del 40,9%. Questi dati indicano che in questi mercati, politiche pubbliche, infrastrutture di ricarica e offerte commerciali dei costruttori si stanno combinando per rendere sempre più competitiva l’adozione di veicoli a emissioni zero. La combinazione di incentivi, normative ambientali stringenti e un crescente interesse dei consumatori sta accelerando il passaggio verso l’elettrico.
Secondo Acea, tra gennaio e agosto 2026 sono state immatricolate 1.641.333 auto elettriche a batteria nell’Unione europea. Questo segmento, indicato con la sigla BEV, ha raggiunto una quota di mercato del 21,7%, in crescita rispetto al 15,8% registrato nello stesso periodo del 2025. Poco più di un’auto nuova su cinque venduta nell’UE è ormai completamente elettrica, un dato che conferma l’accelerazione del passaggio verso la mobilità a zero emissioni.
Le ibride come soluzione intermedia
Le auto ibride, pur non essendo completamente elettriche, rappresentano una soluzione intermedia tra il motore tradizionale e il passaggio completo all’elettrico. Per molti clienti, queste vetture offrono un equilibrio tra riduzione dei consumi e un impatto limitato sulle abitudini di rifornimento. La loro popolarità conferma che molti automobilisti europei stanno cercando un’alternativa più sostenibile senza abbandonare del tutto le motorizzazioni tradizionali. La quota complessiva delle motorizzazioni tradizionali, invece, si è ridotta al 29% del mercato europeo, contro il 37,5% registrato un anno prima. Questo calo riflette l’evoluzione delle normative ambientali e l’implementazione di politiche a favore dei veicoli a basse o zero emissioni. Inoltre, gli incentivi economici e la crescente disponibilità di infrastrutture di ricarica stanno rendendo sempre più conveniente l’acquisto di elettriche e ibride rispetto alle motorizzazioni a combustione interna.
La fotografia scattata da Acea per i primi otto mesi del 2026 conferma una profonda trasformazione del mercato auto europeo, con l’elettrico e l’ibrido che diventano protagonisti e le alimentazioni tradizionali relegate a una fetta sempre più ridotta delle nuove immatricolazioni. La transizione verso la mobilità sostenibile sembra ormai inarrestabile, con un impatto significativo su tutta la catena di fornitura e i comportamenti dei consumatori.



