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giovedì 24 Settembre 2026

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Cultura

La battaglia dei parchi di divertimento in Francia: una guerra di narrazioni storiche

In Francia, il parco Puy du Fou e un progetto di sinistra si confrontano su come raccontare la storia nazionale.

La battaglia dei parchi di divertimento in Francia ha preso forma con l’annuncio di un progetto alternativo al Puy du Fou, il parco di divertimento più visitato del Paese. Situato a Epesses, nel dipartimento della Vandea, il Puy du Fou, fondato nel 1989 da Philippe de Villiers, politico e scrittore conservatore, ha registrato oltre tre milioni di ingressi nel 2025, un incremento del 7% rispetto all’anno precedente. Il parco, noto per spettacoli storici e ricostruzioni di eventi medievaleschi, ha suscitato critiche, soprattutto da parte del mondo universitario e storico, per una visione troppo orientata della storia francese. In particolare, gli spettacoli tendono a privilegiare le narrazioni cattoliche e a presentare la Vandea come una regione teatro di violenze durante il periodo del Terrore.

Una risposta di sinistra alla narrazione dominante

Di fronte al successo del Puy du Fou e all’entusiasmo del pubblico per le ricostruzioni storiche, il dipartimento della Seine-Saint-Denis, il più povero del Paese, ha lanciato un progetto alternativo. Il presidente del Consiglio dipartimentale, il socialista Stéphane Troussel, ha annunciato la creazione di una serie di spettacoli storici alternativi, con il sostegno finanziario di Matthieu Pigasse, un multimilionario di sinistra. Il progetto, intitolato “Popolare è il contrario di populista”, si propone di raccontare la storia in modo diverso, inclusivo e multiculturale, coinvolgendo direttamente i cittadini.

Un’idea di storia raccontata dal basso

La serie di spettacoli, supervisionata da due storici – Guillaume Mazeau e Patrick Boucheron – si intitola “Populaire, toutes nos histoires” (tradotto come “Popolare, tutte le nostre storie”). L’obiettivo è creare eventi in cui i cittadini possano condividere le loro storie e le loro esperienze familiari. Il primo spettacolo, previsto per il 22 maggio 2027, si terrà alla Basilica di Saint-Denis e si concentrerà sulla profanazione delle tombe dei re di Francia, un momento di emancipazione dopo mille anni di monarchia. Il progetto ha suscitato reazioni furibonde da parte del fronte conservatore, come quella di Thomas Bonnet, editorialista del canale CNews, che ha affermato che “tutte le caselle del progressismo ‘woke’ sono spuntate”.

Il secondo spettacolo avrà luogo il 12 giugno nello stadio del Red Star, a Saint-Ouen, e parlerà del legame tra sport e quartieri popolari. Il terzo, previsto nel 2028 a La Courneuve, sarà un musical intitolato “Bab El-France”. Gli organizzatori del progetto si difendono dalle accuse di voler creare un “Puy du Fou di sinistra”, spiegando che si tratta di condividere in modo innovativo e più vicino al popolo i lavori degli storici e degli universitari. Patrick Boucheron, uno dei supervisori, ha dichiarato al quotidiano Le Monde: “Non bisogna lasciare la grandeur nelle mani delle forze reazionarie”.

La battaglia culturale in Francia si fa sempre più intensa, con la cultura diventata un terreno di confronto tra visioni progressiste e conservatrici. Con le elezioni alle porte e la possibilità di una vittoria dell’estrema destra, la “battaglia culturale” è diventata un tema chiave della campagna elettorale. Il confronto tra il Puy du Fou e il progetto di sinistra rappresenta un esempio di come la cultura possa essere usata per influenzare il dibattito pubblico e la percezione della storia nazionale.

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