Il carburante italiano costa oggi molto più del 2008, nonostante il petrolio avesse raggiunto i massimi storici a quasi 150 dollari al barile. La benzina, ad esempio, è passata da 1,52 euro a oltre 2,15 euro al litro, mentre il gasolio è salito da 1,40 euro a circa 2,34 euro. Questo aumento non è solo dovuto al prezzo del greggio, ma a una combinazione di fattori complessi, tra cui l’inflazione, le accise e i costi industriali.
Costi della materia prima e accise
Il costo del greggio, espresso in euro, è aumentato notevolmente nel tempo. Nel 2008, il prezzo medio del Brent era intorno ai 130 dollari, che in euro corrispondevano a circa 84 euro. Oggi, con il cambio euro-dollaro che si è spostato da 1,55 a 1,14, il greggio costa quasi 88 euro al barile. Questo significa un aumento di circa 2,5 centesimi per litro, ma non basta a spiegare l’incremento totale del prezzo del carburante.
Le accise e l’IVA
Le accise sono un altro elemento cruciale. Nel 2008, le accise per la benzina erano di 56,4 centesimi al litro, mentre oggi sono parificate a 67,3 centesimi. Per il gasolio, il passaggio è stato da 42,3 centesimi a 67,3 centesimi. L’IVA, che era al 20% nel 2008, è oggi al 22%. Questi incrementi hanno contribuito significativamente al rincaro del carburante. Analizzando i dati, si osserva che il costo della materia prima e delle accise ha portato la benzina da 1,09 euro a 1,22 euro e il gasolio da 99 centesimi a 1,12 euro. Tuttavia, i margini di profitto e altri costi industriali hanno ulteriormente aumentato il prezzo finale. Per il 2008, questi costi erano rispettivamente di 17,5 e 21,6 centesimi, mentre oggi sono saliti a 54,2 e 79,3 centesimi.
Inflazione e rincari extra
La differenza tra il 2008 e oggi non si limita ai costi diretti. L’inflazione italiana, che ha registrato un aumento del 37% in media nel periodo, ha ridimensionato la portata degli aumenti. Se i costi di produzione si fossero evoluti in linea con l’inflazione, oggi il prezzo della benzina e del gasolio sarebbero intorno agli 1,85 euro. In realtà, i rincari sono stati del 210% e del 267%, rispettivamente.
Questi incrementi extra sono dovuti a una combinazione di fattori, tra cui l’aumento delle accise, l’IVA e i costi industriali. Inoltre, i costi di raffinazione del gasolio sono esplosi, con un aumento del 161% a causa del crollo della capacità produttiva in Europa. Questo ha portato a un aumento del costo di raffinazione da 25 a 47 centesimi al litro, un incremento del 370%. Nonostante i rincari siano significativi, le compagnie non sono esentabili dalle critiche. Tuttavia, i paragoni con il 2008 appaiono azzardati e spesso privi di fondamento. La rabbia delle famiglie è comprensibile, ma i dati non hanno colore politico né sentimenti. Il carburante costa di più oggi non solo per il petrolio, ma per una serie di fattori complessi che hanno reso il costo finale del carburante molto più elevato.



