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giovedì 24 Settembre 2026

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Economia

I discorsi della BCE influenzano i mercati quanto le decisioni ufficiali

Nuovo studio BCE: comunicazioni dei vertici influenzano i mercati quanto le decisioni formali.

Secondo uno studio della Banca centrale europea (BCE), i discorsi e le interviste dei responsabili della politica monetaria possono influenzare i mercati quanto gli annunci formali di politica monetaria. L’analisi, condotta da economisti della BCE, ha rivelato che le comunicazioni tra le riunioni del Consiglio direttivo non solo accompagnano le decisioni ufficiali, ma possono anche avere un impatto simile su mercati e aspettative economiche. I ricercatori hanno analizzato una vasta gamma di eventi comunicativi, tra cui discorsi e interviste, e hanno dimostrato che il loro effetto complessivo può eguagliare quello degli annunci formali.

Comunicazioni tra le riunioni hanno un effetto significativo

Lo studio, pubblicato giovedì, ha analizzato discorsi e interviste dei presidenti della BCE, dei membri del Comitato esecutivo e dei governatori delle banche centrali nazionali di Germania, Francia, Spagna e Italia. I ricercatori hanno costruito una banca dati, la “Euro Area Communication Event Study Database”, che raccoglie 304 decisioni formali di politica monetaria e circa 5.000 eventi pubblici tra il gennaio 1999 e l’inizio del 2024. Secondo i ricercatori, il 45% degli annunci formali di politica monetaria genera una reazione significativa dei mercati. Al contrario, i risultati relativi agli eventi comunicativi tra le riunioni sono più eterogenei, ma il loro impatto cumulato è significativo. Questi interventi pubblici sono molto più frequenti degli annunci formali, e per questo il loro impatto complessivo è rilevante. “Gli annunci formali dopo le riunioni del Consiglio direttivo sono per loro natura concentrati sulle decisioni di politica monetaria, mentre gli eventi comunicativi tra le riunioni affrontano una gamma molto più ampia di temi”, hanno spiegato gli autori.

Le figure più influenti sono i presidenti e i governatori

Lo studio ha anche misurato quali figure influenzano maggiormente i mercati attraverso discorsi e interviste. I presidenti della BCE, in particolare, hanno “l’effetto medio più ampio”, seguiti dai governatori delle banche centrali nazionali e, infine, dai membri del Comitato esecutivo. “Ciò mette in evidenza l’importanza di guardare oltre il presidente della BCE e i membri del Comitato esecutivo quando si analizza la comunicazione di politica monetaria in un’unione monetaria eterogenea, in cui i Paesi differiscono nettamente per struttura economica, livelli di debito pubblico e situazione finanziaria di famiglie e imprese”, si legge nel rapporto.

La ricerca, firmata da economisti Klodiana Istrefi, Florens Odendahl e Giulia Sestrieri, mostra che i mercati reagiscono non solo alle decisioni di politica monetaria della BCE prese ogni sei settimane, ma anche a ciò che i principali responsabili della politica monetaria dichiarano tra una riunione e l’altra. Questi interventi contribuiscono a orientare le aspettative dei mercati sulla direzione della politica monetaria, influenzando a loro volta inflazione e disoccupazione nell’area dell’euro.

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