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giovedì 24 Settembre 2026

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Economia

Ricerca in Italia cresce, ma la diseguaglianza persiste

La spesa in ricerca e sviluppo in Italia supera i 31 miliardi di euro nel 2024, con un aumento del 5,6% rispetto al 2023.

La spesa in ricerca e sviluppo (R&S) in Italia ha registrato un incremento del 5,6% nel 2024, raggiungendo i 31 miliardi di euro, secondo l’ultimo report dell’Istat intitolato ‘La ricerca e sviluppo in Italia’. L’aumento interessa tutti i settori istituzionali, con un incremento particolarmente marcato nelle università, che registrano un aumento del 13,4%. La crescita, tuttavia, appare diseguale, con una concentrazione della spesa in poche regioni e un calo dell’occupazione nel settore.

Concentrazione regionale e crescita delle università

Oltre il 60% della spesa nazionale, pari a 18,9 miliardi di euro, rimane concentrato in quattro regioni: Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte. A livello territoriale, la spesa tocca punte massime nel Sud (+8,9%), seguito dal Nord-est (+6,6%). La crescita delle università, in particolare, è stata significativa, con un aumento del 12% nell’occupazione. La componente femminile mostra un miglioramento, con un incremento del 4,8% nel numero di donne impegnate in R&S. La spesa in R&S cresce, ma la diseguaglianza persiste. Mentre le grandi imprese e le multinazionali trainano la crescita, le piccole e medie imprese vedono un calo degli investimenti. La concentrazione della spesa in poche regioni e settori chiave rimane un problema, con un’incidenza sul Pil regionale che varia notevolmente.

Le imprese e la diseguaglianza

Le grandi imprese registrano un aumento di spesa diffuso del +6,4%, con 13,3 miliardi di euro investiti, pari al 76% della spesa totale del comparto. Al contrario, le piccole e medie imprese vedono un calo degli investimenti, rispettivamente del 13,7% e del 5,2%. La spesa in R&S delle imprese indipendenti è in calo, con un contributo del solo 6,1% al totale. Le multinazionali, invece, rappresentano il 41,1% della spesa, con un ruolo chiave nel trainare la crescita.

Secondo il rapporto, le multinazionali a controllo italiano e quelle a controllo estero sono responsabili ciascuna del 41,1% della spesa. Solo un 6,1% della spesa è attribuibile alle imprese indipendenti, mentre l’11,7% spetta a imprese appartenenti a gruppi domestici. I settori con i maggiori investimenti in R&S nel 2024 sono quelli riguardanti la produzione di mezzi di trasporto e la fabbricazione di macchinari e apparecchiature, che rappresentano il 35,9% della spesa complessiva.

La crescita dell’occupazione nelle università compensa parzialmente la contrazione del settore. Le persone impiegate in attività legate a R&S sono circa 510 mila nel 2024, un calo dell’1,8% rispetto all’anno precedente. La contrazione è compensata in parte dalla crescita dell’occupazione nelle università, che registra un aumento del 12%. La componente femminile mostra un miglioramento, con un incremento del 4,8% nel numero di donne impegnate in R&S, e un aumento del 11,9% delle ricercatrici in termini di unità equivalenti a tempo pieno.

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