Il 23enne Fares Bouzidi, accusato di concorso in omicidio stradale, ha chiesto al ministero della Difesa un risarcimento per la morte del 19enne Ramy Elgaml, deceduto il 24 novembre 2024 dopo un inseguimento di circa otto chilometri con i carabinieri. La richiesta, emersa durante l’udienza preliminare del 24 settembre 2026, vuole che lo Stato venga considerato responsabile civile per gli eventuali danni derivanti dall’incidente. I legali di Bouzidi, avvocati Marco Romagnoli e Debora Piazza, hanno spiegato che intendono chiedere alla giudice l’autorizzazione a citare il ministero della Difesa come terzo responsabile civile, anche per le assicurazioni delle auto dei carabinieri coinvolti.
La difesa insiste sull’ipotesi di speronamento volontario
La difesa di Bouzidi sostiene che la morte di Ramy Elgaml sia da ricondurre a un «speronamento volontario» da parte dell’auto dei carabinieri. Questa tesi si basa su una consulenza realizzata dall’ong francese Index, che ha analizzato la dinamica dell’incidente. Secondo i legali, la condotta del carabiniere Antonio Lenoci sarebbe stata «sproporzionata» e non adeguate per evitare la collisione. La difesa parla di «dolo eventuale», ossia l’accettazione del rischio del verificarsi dell’evento morte. Questa ricostruzione è contestata dalla difesa di Lenoci, che presenterà una propria consulenza per sostenere l’assenza di responsabilità del militare.
Un procedimento complesso con più imputati
Nel procedimento figurano altri sei carabinieri, accusati di favoreggiamento, depistaggio e falso. La Procura di Milano ha accusato Bouzidi di concorso in omicidio stradale, con l’accusa di «eccesso colposo nell’adempimento del dovere». I pm Giancarla Serafini e Marco Cirigliano sostengono che il carabiniere avrebbe mantenuto una distanza e una velocità non adeguate per evitare l’incidente. L’udienza preliminare, fissata per il 6 novembre, è stata rinviata a causa dell’astensione nazionale degli avvocati. Un’altra data è stata fissata per il 21 dicembre.
La famiglia di Ramy Elgaml, costituita parte civile nel procedimento, potrebbe seguire la stessa strada per chiedere un risarcimento. La difesa di Bouzidi ha anche annunciato che si costituirà per le lesioni contestate al carabiniere Lenoci e per le accuse di falso e depistaggio contestate ad altri militari. Il caso, che ha suscitato grande interesse pubblico, rimane in fase di indagine e potrebbe portare a ulteriori sviluppi nel prossimo futuro.
La richiesta di risarcimento al ministero della Difesa è parte di un tentativo più ampio di chiarire la responsabilità per l’incidente. I legali di Bouzidi hanno spiegato che intendono chiedere alla giudice l’autorizzazione a citare il ministero come terzo responsabile civile, anche per le assicurazioni delle auto dei carabinieri coinvolti. La difesa ha anche sottolineato che la consulenza dell’ong francese Index ha fornito un’alternativa alla ricostruzione ufficiale dell’incidente. La famiglia di Ramy Elgaml, costituita parte civile, potrebbe seguire la stessa strada per ottenere un risarcimento.
Il procedimento, che coinvolge otto imputati, rimane in fase di indagine e potrebbe portare a ulteriori sviluppi nel prossimo futuro. La Procura di Milano ha sottolineato che il carabiniere Antonio Lenoci avrebbe mantenuto una condotta di guida ritenuta «sproporzionata». La difesa di Bouzidi, però, insiste sull’ipotesi di un «speronamento volontario» e ha chiesto alla giudice di autorizzare la citazione del ministero come responsabile civile. Il caso, che ha suscitato grande interesse pubblico, rimane in fase di indagine e potrebbe portare a ulteriori sviluppi nel prossimo futuro.



