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giovedì 24 Settembre 2026

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Politica

Fermo, una città che ha bisogno di meno rissa e più politica vera

A Fermo, la tensione tra maggioranza e opposizioni rischia di ridurre la politica a una guerra di comunicati. La città ha bisogno di una classe dirigente che guardi al futuro e non solo al prossimo consiglio.

A Fermo, la luna di miele della nuova amministrazione sembra finita. A pochi mesi dall’insediamento del sindaco Alberto Maria Scarfini, la maggioranza è finita sotto il fuoco incrociato delle opposizioni, specie destre, che non hanno perso tempo nel mettere nel mirino scelte, rapporti politici e primi atti dell’amministrazione. Le interrogazioni sono diventate numerose e il confronto si è acceso su diversi dossier: dal numero degli assessori alla riqualificazione del Girfalco, dal Museo della Cavalcata alla vicenda dell’ex Sacomar, passando per lo stadio Recchioni, la scuola Leonardo Da Vinci e il biodigestore. Un’attività di controllo che, per definizione, appartiene al ruolo delle minoranze. Ma che restituisce anche l’immagine di un Comune nel quale il confronto politico rischia di trasformarsi troppo presto in una contrapposizione permanente.

Un’opposizione che non smette di criticare

Le opposizioni hanno messo nel mirino i rapporti con Forza Italia, sostenendo che il partito sia ormai parte integrante della maggioranza. Una lettura politica che viene rivendicata dai gruppi di opposizione, mentre la maggioranza rivendica invece la propria autonomia e il lavoro svolto nei primi mesi. Nel frattempo, nei corridoi della politica fermana c’è anche chi si spinge oltre e scommette che questa maggioranza non arriverà a Pasqua. È una previsione, non un fatto. E come tutte le previsioni politiche, andrà verificata dai fatti e non dalle voci.

La politica non può ridursi a una gara di comunicati e repliche.

Il punto, però, forse è un altro. Fermo non può permettersi che la politica cittadina venga consumata esclusivamente nella ricerca dello scontro quotidiano. Un’opposizione ha il dovere di controllare, incalzare, criticare e, quando necessario, denunciare ciò che ritiene sbagliato. Una maggioranza ha il dovere di governare, decidere e assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Ma né il governo della città né il ruolo dell’opposizione possono ridursi a una gara permanente di comunicati, repliche e controrepliche.

Una classe dirigente in cerca di visione

La città ha urgente bisogno di altro. Ha bisogno di tornare a discutere di quale ruolo vuole avere nel territorio. Di come rafforzare la propria funzione di capoluogo di provincia. Di come attrarre investimenti, sostenere il commercio, rilanciare il centro storico, affrontare i problemi delle frazioni, migliorare i servizi e valorizzare il patrimonio culturale. Ha bisogno, soprattutto, di una classe dirigente capace di guardare oltre il prossimo consiglio comunale. C’è?

Il rischio è che Fermo continui a vivere un torpore politico.

Il rischio è che, mentre maggioranza e opposizioni si misurano quotidianamente sul terreno dello scontro politico, Fermo continui a vivere quella sensazione di torpore che molti cittadini percepiscono da tempo. E qui la responsabilità non è soltanto di chi governa. La città ha bisogno di una politica che non si limiti a contestare, ma che abbia una visione concreta per il futuro.

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