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giovedì 24 Settembre 2026

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Cronaca

Guardia di Finanza di Gorizia smaschera evasione fiscale e sfruttamento di 107 operai in nero

Guardia di Finanza di Gorizia scopre evasione fiscale e sfruttamento di 107 operai in nero, con redditi non dichiarati per un milione di euro.

La Guardia di Finanza di Gorizia ha scoperto un caso di evasione fiscale e sfruttamento di lavoro in un’azienda vitivinicola, dove 107 operai erano impiegati in nero. L’operazione ha portato alla denuncia dell’amministratore della società e alla segnalazione all’Ispettorato del Lavoro per l’impiego di lavoratori irregolari. I redditi non dichiarati ammontano a oltre un milione di euro, con IVA evasa e ritenute non versate.

Un sistema fraudolento che sfrutta i lavoratori

L’indagine, condotta nell’ambito dell’operazione “Caravelle”, ha rivelato un complesso sistema di evasione fiscale che sfrutta i lavoratori. La società, formalmente registrata in Romania, era gestita in modo totale nella provincia di Gorizia. I 107 operai, tutti residenti in Romania, non erano iscritti al sistema contributivo rumeno né erano stati comunicati come distaccati all’estero. La retribuzione, in alcuni casi, non superava i 3 euro netti l’ora, un’ora di lavoro sottopagata rispetto al Contratto Collettivo Nazionale dell’Agricoltura.

La manodopera è sfruttata con un sistema di caporalato

Le indagini hanno accertato che le posizioni lavorative erano completamente irregolari anche per l’Amministrazione fiscale italiana. I quattro responsabili del sodalizio, tre cittadini rumeni e un moldavo, sono stati arrestati nel febbraio 2023 e successivamente rinviati a giudizio per il reato di caporalato. Il processo penale è in corso presso il Tribunale di Gorizia. La Guardia di Finanza ha collaborato con gli organi di controllo rumeni, che hanno rivelato l’articolato sistema fraudolento.

Un’operazione che combatta la frode fiscale e il caporalato

L’operazione ha dimostrato l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi fiscali, in particolare quelle legate all’evasione dell’IVA e delle imposte dirette. L’uso di un sistema di esterovestizione ha permesso all’azienda di fornire manodopera alle aziende locali senza addebitare l’IVA, simulando la natura di un’impresa comunitaria. I flussi finanziari, nonostante i conti correnti fossero in Romania, si muovevano interamente in Italia.

All’esito degli accertamenti fiscali, relativi agli anni dal 2019 al 2023, è stato constatato un reddito imponibile non dichiarato per oltre un milione di euro, IVA evasa per oltre 200.000 euro e ritenute non versate per circa 80.000 euro. L’amministratore della società dovrà rispondere anche del reato di omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi e dell’IVA, avendo superato le soglie di punibilità previste dalla normativa tributaria. La Guardia di Finanza ha sottolineato come il fenomeno del caporalato non solo penalizza i lavoratori e l’equità sociale, ma rappresenta un grave ostacolo allo sviluppo economico del territorio e alla libera concorrenza tra le imprese. L’operazione è un esempio concreto del lavoro svolto per contrastare le frodi fiscali e proteggere i diritti dei lavoratori, anche in contesti transfrontalieri.

La collaborazione internazionale tra le autorità rumene e italiane ha giocato un ruolo chiave nel smascherare il sistema fraudolento. L’azienda, pur formalmente registrata in Romania, aveva una gestione totale in Italia, con flussi finanziari interamente gestiti nel territorio nazionale. Questo ha reso più complesso il controllo e la repressione del fenomeno, ma ha anche dimostrato l’efficacia delle indagini congiunte. La Guardia di Finanza ha ribadito l’impegno nel contrasto alle frodi fiscali e al caporalato, sottolineando come tali fenomeni non solo danneggiano i lavoratori, ma ostacolano lo sviluppo economico e la concorrenza leale. L’operazione rappresenta un ulteriore passo avanti nella lotta a questi abusi, con un impatto significativo sul territorio e sulle imprese locali.

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