Un libraio e un’artista, in mezzo a una situazione di guerra e distruzione, mantengono viva la speranza tra i bambini a Gaza. Ramadan El Najili, un libraio che ha visto distruggere le sue librerie, continua a lavorare per la sua famiglia e per la comunità, mentre Maysa Jousef, un’artista e infermiera, organizza workshop di arte terapia per i bambini. La loro collaborazione, supportata da iniziative di raccolta fondi e da enti come Vivere con Lentezza e Assopace Palestina di Venezia, rappresenta un esempio di resilienza e impegno umanitario in un contesto di estrema crisi.
Un modello di resilienza e impegno
Ramadan El Najili, proprietario di una libreria distrutta durante i bombardamenti, ha continuato a lavorare nonostante le condizioni estreme. Grazie a una raccolta fondi, è riuscito a ottenere una stampante, che oggi è diventata un simbolo di una storia non violenta. L’attività del libraio, che include la stampa retribuita e la prestazione gratuita di materiali, ha permesso di sostenere scuole, studenti universitari e gruppi in difficoltà. Non lo faccio solo per gli altri, mi getto a capofitto nel lavoro per non impazzire.
La sua determinazione si traduce in un “modello di business” elementare: stampa retribuita per diverse entità e prestazione gratuita a sostegno di Maysa, di scuole come quella di Al Farah, studenti universitari e gruppi in difficoltà. I materiali, spesso introvabili, vengono recuperati con instancabile attività, anche in un contesto di economia di guerra. Ramadan, con la sua tenacia, ha trovato un modo per sopravvivere e contribuire al bene comune.
Un’artista che dà voce ai bambini
Maysa Jousef, artista e infermiera, organizza workshop di arte terapia in un campo profughi di Deir El Balah. I bambini, che vivono in condizioni di paura e sofferenza, trovano un momento di quiete e sorriso durante le sessioni. Maysa, con la sua passione e professionalità, crea spazi di espressione e cura. La sua opera, pur affascinante, non sarebbe possibile senza l’instancabile lavoro di Ramadan, che fornisce materiali scolastici e di uso quotidiano, come carta, quaderni, pennarelli e anche scarpe, in un contesto di economia di guerra.
La collaborazione tra Maysa e Ramadan rappresenta un esempio di come, anche in mezzo alla guerra, si possano trovare modi per offrire speranza e supporto. I bambini, in particolare, sono i destinatari principali di queste attività, che cercano di rendere vivibile quel poco che resta. Nonostante i bombardamenti e le distruzioni sistematiche, a Gaza c’è chi cerca di mantenere la cultura e l’umanità, anche attraverso piccoli gesti di solidarietà e impegno.
La storia di Ramadan e Maysa non è solo una testimonianza di resilienza, ma anche di un modello di lavoro e di vita. Ramadan, con il suo “modello di business” elementare, ha trovato un modo per sostenere la famiglia e la comunità, mentre Maysa, con la sua arte e la sua professionalità, ha dato voce ai bambini. Ho fatto il possibile per sostenere i bambini e ascoltarli, per dare un aiuto reale. La speranza a Gaza non è scomparsa, anzi, vive attraverso le attività di persone come Ramadan e Maysa. La loro storia, pur difficile, è un segno di forza e di impegno, che continua a pulsare con la vita, nonostante la strage di Hamas del 7 ottobre 2023 e gli stermini dell’Idf.



