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giovedì 24 Settembre 2026

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Monza e il rischio di diventare una periferia dormitorio: la critica all’aggiornamento del Pgt

Monza rischia di diventare una periferia dormitorio a causa del nuovo Pgt, criticato da associazioni e opposizione.

Un modello di urbanistica che rischia di trasformare Monza in una periferia

Monza, terza città della Lombardia, rischia di diventare una periferia dormitorio di Milano a causa delle modifiche al Piano di Governo del Territorio (Pgt) approvato lo scorso 21 settembre. L’associazione HQMonza, che da trent’anni si batte per la qualità della vita dei cittadini, ha espresso preoccupazione per un modello di urbanizzazione che, secondo l’associazione, potrebbe ridurre la città a un insieme di casermoni e poco verde, con un’immagine simile a quella degli anni Sessanta e Settanta.

La giunta non ha avuto il coraggio di puntare sulla trasformazione di Monza in una Città-Parco

La variante al Pgt, approvata con 20 voti a favore e 10 contrari, ha messo in discussione il progetto della Città Parco, un’idea che mirava a integrare verde e spazi pubblici con aree residenziali. L’associazione ha sottolineato che il documento contiene principi condivisibili, ma appare deludente per quanto riguarda il recupero delle aree dismesse. Per HQMonza, la giunta guidata dal sindaco Paolo Pilotto non ha avuto il coraggio di puntare sulla trasformazione di Monza in una Città-Parco, preferendo una logica di Città-Dormitorio satellite passivo di Milano.

Limitazioni di altezza e rischio di abbandono degli investitori

Un aspetto critico riguarda la limitazione delle altezze degli edifici, che potrebbe ridurre la capacità di sviluppo e spostare gli investitori verso altre città della Brianza. L’associazione ha sottolineato che, in qualsiasi città urbanizzata, la soluzione è concentrare le costruzioni in altezza su un’area ridotta, lasciando il resto della superficie a parco. Limitare le altezze, come previsto dal Pgt, aumenta l’impronta a terra, riducendo lo spazio per il verde e creando casermoni anonimi di media altezza.

Il progetto delle Torri è stato ridimensionato a edifici di sette piani

Il progetto delle Torri, firmato dall’architetto Duccio Battistoni, prevedeva la realizzazione di tre torri di 20, 16 e 13 piani, circondate da un parco. Il progetto, presentato nel 2021, è stato ridimensionato durante la giunta Pilotto, con l’abbassamento dei grattacieli a edifici di sette piani. L’associazione ha definito questa decisione un passo indietro incomprensibile, che potrebbe far sì che Monza si trasformi in una sorta di città dormitorio, circondata da casermoni, dove le persone scelgono di “risiedere” per poi vivere e lavorare a Milano. Monza deve sviluppare una personalità urbanistica moderna, rispettosa del centro storico, della Villa Reale e del Parco, ma con una rigenerazione innovativa delle aree degradate. L’associazione ha espresso preoccupazione per il rischio che, con il criterio dei palazzoni non più alti di sette piani, la città diventi un gigantesco quartiere-dormitorio di Milano. La questione, tuttavia, non è solo un problema di immagine, ma anche di economia: la riqualificazione delle aree dismesse torna ad essere poco interessante per i proprietari, e l’assenza di interesse o solidarietà da parte di questi ultimi solleva domande su un futuro di progressivo degrado per la città.

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