Il Partito Democratico si appresta a un percorso politico lungo e strategico per definire il candidato sindaco della coalizione progressista a Milano. Dopo mesi di dibattito e di confronto tra le figure in gioco, il gruppo di lavoro ha delineato un obiettivo chiaro: passare da tre candidati a uno solo entro il 2027. Il processo, come spiegato in una nota firmata da Igor Taruffi, Alessandro Capelli e Silvia Roggiani, si svolgerà in più tappe, con l’obiettivo di costruire un programma condiviso e una coalizione il più ampia possibile.
Strategia e tempi per il candidato sindaco
Il percorso, che si articola in diversi momenti, prevede un lavoro intenso sul programma e sul perimetro della coalizione. A ottobre si concluderà il percorso programmatico del Pd “Innamorarsi ancora”, mentre a novembre si organizzerà un momento partecipativo unitario con le forze della coalizione. La scelta del candidato, se non si arriverà a un accordo, potrebbe avvenire attraverso le primarie, ma solo se necessario. Il gruppo di lavoro ha chiarito che la decisione sul metodo da adottare – primarie o scelta nel tavolo di coalizione – sarà presa entro Natale, anche se non è specificata nella nota ufficiale. La scelta del candidato sindaco avverrà nei primi mesi del 2027. Il gruppo di lavoro ha spiegato che, nonostante i mesi di lavoro sul programma e sul perimetro della coalizione, la scelta del candidato, anche se dovesse avvenire attraverso le primarie, avverrà conseguentemente nei primi mesi del prossimo anno. Questo è per noi il percorso da seguire.
Le figure in gioco e i sondaggi
Le tre figure principali in lizza sono Anna Scavuzzo, vicesindaco; Pierfrancesco Majorino, capogruppo in Regione; e Lorenzo Pacini, assessore del Municipio 1. Secondo un sondaggio dell’Istituto Ixè, Mario Calabresi, giornalista e aspirante candidato sindaco, è dato come vincitore delle eventuali primarie del centrosinistra, con un vantaggio tra il 48% e il 53%. Gli altri candidati, invece, si attestano su percentuali molto più basse. Nonostante questo, il Pd nazionale non ha ancora considerato Calabresi come una scelta prioritaria.
Il Pd non ha chiesto a nessuno dei tre candidati di fare un passo indietro. Igor Taruffi, braccio destro della segretaria dem Elly Schlein, ha incontrato i tre candidati e ha espresso l’idea di semplificare il quadro politico per non disperdere le forze del Pd. Tuttavia, non è stato chiesto a nessuno di fare un passo indietro. Il piano preferito del Pd sembra essere la scelta del candidato nel tavolo di coalizione, ma il Piano B rimane sempre in campo, con le primarie come ultima risorsa.
Il percorso sarà a tappe, con l’obiettivo di arrivare al 2027 con un candidato unico. La decisione se procedere con le primarie, nel caso in cui non si trovi un accordo, sarà presa entro Natale. Se si dovesse procedere, le primarie verrebbero fissate tra febbraio e inizio marzo. Il Pd, però, rimane concentrato sul lavoro programmatico e sul confronto con una coalizione il più ampia possibile, cercando di evitare divisioni interne che potrebbero danneggiare la sua posizione nella competizione elettorale.



