La Toscana ha approvato una legge che prevede un contributo economico per le donne che desiderano congelare gli ovuli per ragioni personali, non legate a patologie che compromettono la fertilità. È la seconda regione italiana, dopo la Puglia, a introdurre questa misura, detta “social freezing”. La legge, approvata il 23 settembre, permette a donne tra i 25 e i 39 anni, con un ISEE inferiore ai 30mila euro e residenti in Toscana da almeno un anno, di accedere a un contributo fino a 3mila euro, che copre il percorso di congelamento e il mantenimento degli ovociti.
Requisiti e limiti per il contributo
Per accedere al contributo, le donne devono soddisfare specifici requisiti: età compresa tra i 25 e i 39 anni, ISEE inferiore ai 30mila euro e residenza in Toscana da almeno un anno. Questi criteri mirano a garantire che il servizio non venga utilizzato da donne di altre regioni. Il contributo, fornito dalle aziende sanitarie locali, copre il costo del congelamento e permette eventualmente la ripetizione della procedura o il mantenimento degli ovociti crioconservati. La regione ha stanziato 550mila euro per finanziare la misura fino al 2028.
La misura è volta a rendere più accessibile un servizio che, in altre regioni, rimane esclusivamente a pagamento. Nel resto d’Italia, il congelamento degli ovuli in assenza di motivazioni mediche è a pagamento. In Toscana, invece, il contributo è stato reso disponibile grazie a una delibera approvata lo scorso aprile, che ha fissato tariffe regionali per la conservazione dei gameti, inferiori a quelle dei centri privati. La legge è stata presentata dal gruppo consiliare del Partito Democratico e approvata dopo un dibattito su accessibilità e equità.
Un servizio accessibile solo in alcune regioni
Il congelamento degli ovuli, tecnicamente chiamato crioconservazione degli ovociti, permette alle donne di preservare le loro cellule riproduttive in un momento in cui la loro qualità è ancora elevata, per utilizzarle in futuro. In Italia, la procedura è legale dal 2009 e può essere rimborsata dal Servizio sanitario nazionale in alcuni casi, come per donne che devono sottoporsi a chemioterapia o radioterapia. Tuttavia, per le donne che lo fanno per ragioni personali, il costo è totalmente a carico.
La Toscana si unisce a regioni come Puglia, Lazio, Liguria e altre che hanno già introdotto misure simili. La prima regione a prevedere un contributo per il social freezing era stata la Puglia con una legge alla fine del 2024. Nel Lazio, a metà settembre, è stata approvata una legge sulla variazione di bilancio che ha stanziato 300mila euro di contributi nel 2027 per conservare ovuli e spermatozoi. A differenza di Puglia e Toscana, nel Lazio il contributo per la conservazione dei gameti è stato esteso non per ragioni sociali, ma a chi ha patologie che comportano un rischio grave e documentato di riduzione della fertilità, come l’endometriosi.
A livello nazionale, la deputata del Movimento 5 Stelle Carmen Di Lauro ha depositato una proposta di legge, ancora ferma in parlamento, che punta a rendere il congelamento degli ovuli gratuito per tutte le donne tra i 27 e i 35 anni. La misura non è ancora entrata in vigore, ma segna un passo avanti verso una maggiore accessibilità del servizio.
- La Toscana è la seconda regione a introdurre un contributo per il social freezing.
- Il contributo è limitato a donne tra i 25 e i 39 anni con ISEE inferiore ai 30mila euro.
- La misura è finanziata con 550mila euro fino al 2028.



