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venerdì 25 Settembre 2026

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Scienza

Batterio modificato elimina il 43% dei tumori nel colon-retto nei topi

Nuovo approccio contro il cancro: batterio ingegnerizzato elimina il 43% dei tumori nei topi

Un batterio modificato geneticamente ha dimostrato di eliminare il 43% dei tumori nel colon-retto nei topi, un risultato che ha suscitato grande interesse nella comunità scientifica. La ricerca, condotta da un gruppo di ricercatori della Columbia University, ha sfruttato le proprietà naturali di un ceppo di Escherichia coli già utilizzato come probiotico per sviluppare una terapia innovativa. Il batterio è stato ingegnerizzato per produrre farmaci direttamente all’interno del tumore, riducendo i danni ai tessuti sani e migliorando l’efficacia del trattamento.

Una strategia di terapia mirata

Il sistema sviluppato combina chemioterapia e immunoterapia, due approcci comuni nella lotta al cancro. Il batterio, modificato geneticamente, è stato progettato per produrre molecole terapeutiche direttamente nell’ambiente tumorale. Questo permette di concentrare l’azione del farmaco esattamente dove serve, evitando effetti collaterali dannosi. Il 5-FU, un farmaco già utilizzato nella terapia del cancro del colon-retto, è stato prodotto localmente dal batterio, riducendo la tossicità sistemica.

Un risultato preclinico significativo

Nel test su modelli animali, il trattamento ha portato a una remissione completa in 3 su 7 tumori, un dato che ha suscitato grande attenzione. Tuttavia, è importante chiarire che si tratta di un risultato preclinico, ottenuto in laboratorio e non ancora testato negli esseri umani. Il 43% di remissioni complete osservato nei topi non indica che il 43% dei tumori umani possa essere eliminato con questa tecnologia. Il dato è rilevante solo nel contesto specifico del modello sperimentale utilizzato. Il batterio, chiamato Escherichia coli Nissle 1917, è stato selezionato per la sua capacità di colonizzare i tumori colorettali. Questa caratteristica lo rende un candidato ideale per la terapia, poiché può raggiungere le cellule tumorali e produrre farmaci direttamente nel loro ambiente. Gli scienziati hanno anche testato la capacità del batterio di attivare una risposta immunitaria sistemica, un aspetto che potrebbe aprire nuove possibilità per il trattamento del cancro.

Un futuro promettente ma lontano

La ricerca rappresenta un passo avanti nella lotta contro il cancro, ma non è ancora una cura. Il trattamento è stato testato solo su modelli animali e non è stato ancora sottoposto a sperimentazione clinica negli esseri umani. Ci sono ancora molte domande da rispondere: come somministrare il batterio in modo sicuro? Come garantire che rimanga confinato al tumore? Quali sono i rischi potenziali? Prima che questa tecnologia possa essere utilizzata in clinica, saranno necessari ulteriori studi per valutare la sua sicurezza e l’efficacia.

Nonostante le limitazioni, il lavoro dei ricercatori della Columbia University apre nuove strade nella ricerca oncologica. L’idea di utilizzare batteri modificati come veicoli terapeutici è in crescita e potrebbe diventare una delle direzioni più promettenti nella lotta al cancro. Il 43% di remissioni complete osservato nei topi è un dato da seguire, ma non può essere trasformato in una previsione di guarigione per gli esseri umani. La strada è lunga, ma la ricerca continua a progredire.

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