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venerdì 25 Settembre 2026

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La Cappella delle Ossa dei Morti di Malgrate si riconcilia con i colori del passato

La Cappella delle Ossa dei Morti di Malgrate ha completato il restauro dopo un secolo di inattività, grazie a donazioni e fondi locali.

La Cappella delle Ossa dei Morti di Malgrate ha finalmente ritrovato i colori del passato dopo un lungo processo di restauro che ha visto la collaborazione di una cinquantina di donatori, della Fondazione comunitaria del Lecchese e del Fondo Comunitario Malgratese. I lavori, conclusi ad agosto 2026, hanno visto l’investimento di 31.700 euro, con un terzo della spesa sostenuta direttamente da privati e aziende del territorio. La presentazione ufficiale al pubblico è prevista per venerdì 2 ottobre, quando i restauratori illustreranno i dettagli degli interventi eseguiti.

Un restauro dopo un secolo di inattività

La cappella, situata in via Agudio, ha chiuso il suo restauro conservativo a oltre un secolo dall’ultima sistemazione. Le sue origini vengono fatte risalire al Cinquecento e il suo nome è legato al suffragio dei morti della peste del Seicento. La cappella svolge due funzioni storiche: quella di cappella di Pietà e quella di cappella di suffragio. All’interno sono conservati numerosi resti ossei, soprattutto crani, che si presume appartengano alle vittime dell’epidemia. Una leggenda, mai avvalorata da prove storiche, vuole che tra quelle ossa riposino anche i resti di un cavaliere.

Un progetto finanziato da donazioni e fondi locali

Il progetto, candidato a un bando della Fondazione comunitaria del Lecchese alla fine del 2024, ha visto la partecipazione attiva del Comune e della parrocchia di San Leonardo. La spesa complessiva, 31.700 euro, è stata coperta in tre parti: 11.500 euro provenienti da una cinquantina di donatori, 13.000 euro dalla Fondazione comunitaria del Lecchese e 7.200 euro dal Fondo Comunitario Malgratese. Il restauro ha incluso la sistemazione del tetto, il consolidamento degli intonaci e delle cromie, il reintegro delle stuccature e la rimozione dei depositi di sporco. La cappella, tra le cappellette votive disseminate nel centro storico di Malgrate, è arrivata fino a oggi nelle condizioni migliori. I dipinti murali esterni, con le anime purganti, gli strumenti della Passione e le iscrizioni ammonitrici, si erano fatti ormai poco leggibili. L’ultima sistemazione nota risale ai primi del Novecento. L’obiettivo del restauro era riportare la cappella ai colori originali e eliminare le infiltrazioni d’acqua dalla copertura.

Un simbolo della memoria storica

Non è l’unico ossario di questo genere nel Lecchese: a Galbiate, per esempio, la cappella di Sant’Anna legata alla chiesa di San Michele, inaugurata nel 1690, è conosciuta anch’essa come Cappella dei morti. La cappella di Malgrate, con i suoi dipinti restaurati e le ossa conservate, rappresenta un simbolo della memoria storica e della tradizione locale. La sua riapertura al pubblico segna un momento di riconciliazione con il passato e un riconoscimento del valore culturale e storico del luogo.

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