Un latitante per 15 anni, arrestato con armi e 98mila euro nascosti tra la legna
Il 55enne Dario De Bernardi, originario della provincia di Lecco, è stato arrestato dopo 15 anni di latitanza. L’uomo, che era irreperibile dal 2011, è stato rintracciato mercoledì pomeriggio dai militari del nucleo investigativo di Como. L’arresto è avvenuto in seguito a un’indagine che ha portato alle forze dell’ordine a individuare il latitante in un’abitazione della zona. Durante le fasi della cattura, condotte con il supporto dello squadrone dei Cacciatori Calabria, sono state perquisite le proprietà dove De Bernardi si era rifugiato negli ultimi mesi.
La scoperta di armi e soldi nascosti tra la legna ha svelato la sua attività criminale
Nel corso delle perquisizioni, sono stati trovati una pistola con matricola abrasa, un fucile da caccia e 98mila euro in contanti chiusi in buste di plastica. L’uomo era accusato di traffico di droga e di aver eseguito l’assalto a mano armata del 28 marzo 2018 al casinò di Campione d’Italia, che aveva fruttato 750mila franchi svizzeri. Secondo gli investigatori, De Bernardi sarebbe stato l’esecutore materiale dell’attentato. I tre presunti complici erano stati arrestati pochi mesi dopo l’episodio, ma per De Bernardi era rimasto un “fantasma”.
Un ordine di carcerazione emesso nel 2016 per oltre 19 anni di pena
La condanna a oltre 19 anni per traffico di stupefacenti e rapina era già in atto quando De Bernardi ha iniziato la sua fuga. L’ordine di carcerazione era stato emesso nel 2016 dalla procura generale presso la Corte d’Appello di Milano. L’uomo, che aveva già subìto un arresto nel 2018, aveva evitato di essere riconosciuto per anni, sfruttando la sua irreperibilità per continuare le attività criminali. L’arresto di oggi segna la fine di una lunga fuga e la sua consegna al carcere del Bassone di Como.
La sua attività criminale è stata svelata grazie a una perquisizione mirata
La scoperta di armi e denaro nascosti tra la legna ha permesso di ricostruire l’intero contesto delle sue attività. L’indagine ha dimostrato come De Bernardi, pur essendo in fuga, non abbia mai smesso di operare. L’assalto al casinò e il traffico di droga rappresentano solo una parte dei reati contestati. L’uomo è stato trasferito in carcere e dovrà affrontare le conseguenze legali per i suoi comportamenti. L’arresto rappresenta un successo per le forze dell’ordine, che hanno dimostrato la loro capacità di ricostruire una trama criminale anche dopo anni di latitanza.
Un caso che ha visto la collaborazione tra diverse unità investigative
La cattura di De Bernardi è frutto di una collaborazione tra il nucleo investigativo di Como e lo squadrone dei Cacciatori Calabria. Questa sinergia ha permesso di individuare l’uomo in un’area dove aveva cercato di nascondersi. L’operazione ha dimostrato come la combinazione di risorse investigative e tecnologie di ricerca possa portare a risultati significativi anche in casi complessi. L’arresto non solo chiude un caso di latitanza, ma anche un’intera rete criminale che ha operato per anni senza essere riconosciuta.



