La situazione abitativa per i docenti fuori sede a La Spezia si presenta drammatica, con un quadro di accessibilità e costi in crescita che costringe molti a cercare soluzioni alternative. È quanto ha sottolineato Laura Scotti, segretaria generale della Flc Cgil di La Spezia, commentando il problema che riguarda non solo i professori, ma l’intero personale scolastico che, da fuori, viene a lavorare in città. Secondo Scotti, il centro della città è ormai accessibile solo attraverso B&B e case vacanza, mentre le soluzioni abitative tradizionali, come appartamenti ammobiliati in zona stazione o Arsenalet, si sono ridotte quasi a zero.
Stipendi bassi e accesso limitato
La crisi abitativa si accompagna a un problema di retribuzione, con gli stipendi del personale scolastico che restano tra i più bassi del pubblico impiego. Scotti ha sottolineato come il personale Ata, in particolare, riceva stipendi ancora più bassi rispetto agli insegnanti. “Come è pensabile di pagare gli affitti che attualmente ci sono sulla piazza se si ha uno stipendio che sfiora i mille e cento euro, se va bene?” ha chiesto, con un tono di preoccupazione. Questo scenario ha reso sempre più difficile l’accesso al lavoro per chi proviene da altre regioni, con molti che non riescono a spostarsi in città per lavoro.
La scuola e la sanità in competizione
La situazione ha portato a una competizione tra settori pubblici, con la scuola e la sanità che si trovano a condividere lo stesso problema di impoverimento. “Noi della scuola ci contendiamo questo ruolo con la sanità ormai, perché stiamo facendo il medesimo percorso: si tratta di settori infatti che vengono ogni giorno sempre più impoveriti al punto da costringere le persone, gli utenti, a guardare altrove”, ha detto Scotti. La città, che una volta era un punto di accesso per chi veniva a lavorare, oggi diventa un luogo inaccessibile per chi non ha mezzi o risorse sufficienti.
La scelta di spostarsi in entroterra, come in Val di Vara, è diventata una soluzione comune per i docenti, ma non è una soluzione definitiva. “Molto difficilmente quindi vengono lavoratori dal sud oggi, a meno che non abbiano parenti o qualche aggancio sul posto”, ha aggiunto Scotti, sottolineando come la mancanza di opzioni abitative e di retribuzioni adeguate stia portando a un calo del numero di professionisti che si spostano in città per lavoro.
La situazione, se non viene affrontata con urgenza, potrebbe portare a un ulteriore impoverimento del settore scolastico e a un aumento del turnover tra i professionisti. “Di fronte a questa situazione, quello che mi viene da pensare è che la scuola sia la figlia della serva rispetto a tutto quello che è pubblico”, ha concluso Scotti, con un tono amaro che riflette la preoccupazione per il futuro del sistema educativo.



