La Procura di Pavia ha convocato l’ex generale del Ris Luciano Garofano e alcuni ufficiali che all’epoca lavoravano nel reparto per chiarire aspetti scientifici dell’omicidio di Chiara Poggi. L’evento, avvenuto a Garlasco nel 2007, ha visto l’indagine ripresa in un momento cruciale, con poche ore prima della chiusura delle indagini fissata al 28 settembre. L’obiettivo dei magistrati è rivedere le analisi scientifiche del passato, in particolare quelle relative al Dna trovato sulle unghie della vittima e alle misure antropometriche dell’indagato Andrea Sempio.
Consulenze scientifiche e nuove indagini
La Procura ha disposto quattro consulenze per accertamenti integrativi, di cui tre sono state depositate. Tra queste, una riguarda il Dna sulle unghie di Chiara Poggi, che era già stato ricondotto alla linea paterna di Sempio da una precedente consulenza dell’accusa. L’analisi è stata rivista alla luce delle osservazioni difensive, con l’obiettivo di verificare eventuali errori o mancanze nell’indagine originale. Inoltre, sono state esaminate le misure antropometriche dell’indagato, che nel 2007 dichiarava di portare un 44, mentre una misurazione successiva ha indicato un 42-43. Questo elemento potrebbe influire sulle prove relative all’impronta a pallini trovata sul pavimento della villetta.
La chiusura delle indagini «bis» anticipa un rinvio a giudizio. La chiusura delle indagini, detta «bis», seguirà quella dell’8 maggio e potrebbe anticipare una richiesta di rinvio a giudizio. Tutti gli elaborati delle consulenze dovranno essere resi disponibili alla difesa, che ha 20 giorni per depositare le risposte. L’ultimo tassello mancante è la consulenza psichiatrica su Andrea Sempio, che potrebbe rivelare nuovi elementi riguardo alla sua capacità di intendere e volere il giorno del delitto.
La difesa contesta l’impostazione delle consulenze
La difesa, però, contesta l’impostazione e sostiene che servirebbe una patologia psichiatrica conclamata per valutare la pericolosità sociale. L’ultimo tassello mancante è la consulenza psichiatrica su Andrea Sempio, che potrebbe rivelare nuovi elementi riguardo alla sua capacità di intendere e volere il giorno del delitto. Lo psichiatra aveva chiesto di incontrare di persona il commesso, che però ha declinato su indicazione dei suoi legali. Il lavoro si baserà quindi su interviste e altre dichiarazioni pubbliche, su diari e scritti dell’indagato e sulle intercettazioni dei soliloqui registrati dai Carabinieri mentre era in auto.
Il silenzio dei magistrati pesa con l’approccio alla chiusura. Il silenzio dei magistrati e del generale Garofano, che ha rifiutato di commentare l’indagine, pesa ancora di più con l’approccio alla chiusura. I legali di Sempio hanno dichiarato che il processo non sarà condizionato dall’opinione pubblica, e che l’umore del loro cliente è alto. Mentre i fari degli inquirenti si concentrano sulle analisi scientifiche, la comunità attende con ansia i prossimi sviluppi, che potrebbero portare a una decisione cruciale per il caso. La Procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone, ha già fissato la chiusura delle indagini, ma la richiesta di rinvio a giudizio potrebbe arrivare in breve. L’interesse per le consulenze scientifiche e le misure antropometriche rimane alto, con l’obiettivo di chiarire eventuali dubbi sull’identificazione dell’indagato. La situazione, però, resta complessa e le risposte dei magistrati e dei legali potrebbero influenzare il corso delle indagini.



