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venerdì 25 Settembre 2026

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Cultura

L’hotel che custodisce storie di spie e contrabbando in Lapponia svedese

Un hotel storico in Svezia, al confine con la Finlandia, custodisce storie di spie, contrabbando e tradizioni culinarie uniche.

L’Haparanda Stadshotell, situato a Haparanda in Svezia, al confine con la Finlandia, è un hotel storico che custodisce storie di spie, contrabbando e tradizioni culinarie uniche. Aperto nel 1900, l’hotel è diventato un simbolo di intrighi politici e traffici illeciti, ma oggi si distingue per la sua atmosfera Belle Époque e la cucina artica di alta qualità. Il luogo, noto anche per il Capodanno festeggiato due volte, rappresenta un’esperienza unica in Lapponia.

Un nido di spie, diplomatici e trafficanti

Nel primo Novecento, Haparanda era l’avamposto occidentale più estremo che guardava alla Russia zarista. Durante la Prima Guerra Mondiale, l’hotel divenne il fulcro dell’Europa che contava: un porto franco brulicante di agenti segreti, trafficanti, diplomatici e speculatori edilizi. L’Haparanda Stadshotell fu crocevia di spie, diplomatici, trafficanti e viaggiatori. Qui si accendevano intrighi politici, si litigava, si coltivavano contatti e si concludevano affari. L’hotel fungeva da mercato di scambio non ufficiale, dove si incontravano venditori e acquirenti di merci di contrabbando.

La sua posizione strategica, a un passo dal confine, lo rendeva un punto di interesse per personaggi di alto rango, come la famosa spia Marina Tagliaferri, che nel 25 settembre 2026 ha attraversato il fiume Torne per rivivere la mezzanotte di un evento storico. Ed è proprio tra queste sale che, il 15 aprile dello stesso anno, passò persino Vladimir Lenin nel suo fatidico viaggio di ritorno dall’esilio, pronto a dare il via alla Rivoluzione d’Ottobre.

Il Capodanno si festeggia due volte a Haparanda, grazie al confine con la Finlandia.

Il ponte sul fiume Torne che le collega è appena dietro l’hotel. I festeggiamenti iniziano sul lato finlandese a Tornio; una volta scoccata la mezzanotte locale, residenti e turisti attraversano a piedi il confine ed entrano a Haparanda. Tornando così indietro nel tempo di un’ora, accolgono il nuovo anno una seconda volta esattamente 60 metri più in là. L’hotel organizza per i suoi clienti varie attività artiche, come escursioni per vedere l’aurora boreale, safari in motoslitta, gite con i cani da slitta, pesca sul ghiaccio, percorsi benessere in saune tradizionali.

Architettura classica e stuccatori italiani

L’Haparanda Stadshotell fu progettato da Fritz Ullrich ed Eduard Hallqvist, architetti di Stoccolma, e realizzato in stile classico con un massiccio impiego di granito, marmo e mattoni slesiani. L’edificio nasconde un inaspettato tocco di mediterraneità: i raffinati stucchi e le decorazioni interne che impreziosiscono i saloni monumentali furono realizzati da maestranze e stuccatori italiani arrivati fin quassù, alla fine del mondo, a ridosso del Circolo Polare. Oggi, sotto la guida appassionata della proprietaria e direttrice Susanne Wallin, instancabile collezionista di cose antiche, la struttura mantiene intatta l’atmosfera Belle Époque, con i lampadari di cristallo sfolgoranti, i pianoforti d’epoca e i velluti convivono armoniosamente con i comfort del XXI secolo. Le 92 camere sono arredate una ad una in modo diverso in perfetto stile d’epoca, con le Deluxe arricchite da sauna o idromassaggio privati.

La cucina artica si ispira alle tradizioni locali e alle tecniche ancestrali.

La ristorazione dell’hotel si articola in quattro diversi scenari. Il Kafe Gulasch Baronen è il locale serale più informale, ricostruito per evocare l’atmosfera dei primi anni del Novecento. La sala da pranzo principale, capace di accogliere oltre cento ospiti, mette in scena la tradizione locale tra specchi e marmorizzazioni restaurate attribuite al maestro decoratore Paulus Aili. AI lati, sale più raccolte consentono cene private senza rinunciare alla teatralità dell’insieme.

Il must è il celebre ristorante Viltkällaren (La cantina della selvaggina) con i suoi affascinanti soffitti a volta in pietra, le pareti di granito, la luce soffusa e l’atmosfera raccolta e intima. È l’ambiente perfetto per gustare i piatti di caccia, dalla renna alla selvaggina da penna, e quello in cui echeggia la natura profonda del territorio, fatta di pietra, bosco, distese sconfinate. Il menu à la carte propone un viaggio sensoriale scandito da piatti iconici, con la possibilità di prenotare anche menu degustazione storici da 3 a 7 portate incentrati sulle

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