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venerdì 25 Settembre 2026

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L’ONU approva una dichiarazione storica sull’innalzamento del livello dei mari

L’Onu approva una dichiarazione storica sull’innalzamento del livello dei mari, chiedendo azioni urgenti per proteggere le popolazioni colpite.

L’ONU ha approvato una dichiarazione storica sull’innalzamento del livello dei mari, riconoscendo che gli impatti più gravi del fenomeno “non sono lontani”. La decisione, presa durante l’ultima assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, segna un passo significativo nella lotta al cambiamento climatico e nella protezione delle popolazioni vulnerabili. Il segretario generale António Guterres ha sottolineato l’urgenza delle misure da adottare, dopo dieci anni alla guida dell’ONU, e ha lanciato un appello al mondo per una risposta concreta.

Diritti e continuità degli stati

La dichiarazione ha sancito il principio della “continuità degli stati”, un riconoscimento simbolico ma di grande importanza giuridica. Anche se alcune nazioni saranno inghiottite dalle acque, continueranno a essere riconosciute come tali dalla comunità internazionale. Questo principio è particolarmente rilevante per i piccoli stati insulari del Pacifico, come Tuvalu, che rischiano di scomparire nel prossimo futuro. La dichiarazione chiede di coinvolgere pienamente le popolazioni colpite nelle decisioni che le riguarderanno, con particolare attenzione alle donne, ai bambini e ai popoli autoctoni.

Costi e finanziamenti per l’adattamento

Per il solo adattamento al fenomeno, sono necessari 310-365 miliardi di dollari entro il 2035. Il presidente dell’Assemblea generale dell’ONU, Khalilur Rahman, ha sottolineato che i paesi in via di sviluppo necessitano di questi fondi per potersi adattare efficacemente. Per ora, gli stanziamenti governativi internazionali sono di appena 26 miliardi di dollari (dato del 2023). L’innalzamento del livello dei mari, che nel 2024 ha registrato un aumento di 6 millimetri in un solo anno, rappresenta un dato allarmante, con conseguenze che si estendono a migliaia di persone.

Ben 770 milioni di persone che attualmente vivono in zone costiere saranno costrette a fuggire, dando vita a migrazioni di massa estremamente complesse da gestire. Al contempo, verranno persi mezzi di sussistenza, infrastrutture, attività economiche, ecosistemi e biodiversità. I sistemi alimentari saranno sconvolti, a causa della salinità delle terre e delle riserve di acqua dolce. La dichiarazione ha anche sottolineato la necessità di un approccio che tenga conto della scienza, della resilienza e della protezione delle popolazioni.

“L’Sos è lanciato, ora il mondo deve rispondere”, ha detto Guterres, ricordando che l’innalzamento del livello dei mari si misura in millimetri, ma i suoi impatti si misurano in milioni di vite distrutte, comunità sradicate e futuro rubato. Non possiamo lasciare che paesi e culture spariscano sotto le onde, né lasciare affondare le aspirazioni di miliardi di persone. La dichiarazione ha anche sottolineato la necessità di un approccio che tenga conto della scienza, della necessità di un adattamento, di finanziamenti adeguati, di resilienza e di protezione delle popolazioni. L’innalzamento del livello dei mari sta già sommergendo parte di Tuvalu, un esempio concreto delle conseguenze del fenomeno. La comunità internazionale deve agire rapidamente per evitare che migliaia di persone siano costrette a lasciare le loro case e le loro culture.

La dichiarazione ha anche richiamato l’attenzione su temi come l’intelligenza artificiale, le disuguaglianze, i conflitti armati e, ovviamente, i cambiamenti climatici. Guterres ha sottolineato che l’innalzamento del livello dei mari è un fenomeno ormai “inesorabile”, e che le misure da adottare devono essere concrete e rapide. La comunità internazionale deve rispondere con urgenza, altrimenti il mondo sarà costretto a contare le vittime di un fenomeno che non si misura in millimetri, ma in milioni di vite.

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