Un’operazione antiterrorismo su larga scala ha portato all’arresto di 14 minorenni e 3 maggiorenni in diverse regioni d’Italia, per attività di propaganda nazista, diffusione di materiali razzisti e circolazione di manuali per la costruzione di ordigni esplosivi. L’inchiesta, coordinata dalle procure di Roma e Venezia, ha coinvolto il Ros dei Carabinieri e diverse unità di polizia in tutta Italia, con l’obiettivo di smantellare una rete di estremismo radicale online.
Propaganda nazista e manuali per bombe
Le indagini hanno evidenziato l’uso di due gruppi social, tra cui il “Chat del Nuovo Ordine Europeo” e il “F.F.I. – Fronte Fascista Italiano”, dove venivano condivisi video, immagini e documenti che promuovevano ideologie naziste, suprematiste e antisemite. Tra i contenuti trovati, materiale che incitava all’odio contro ebrei, persone di colore e omosessuali, nonché documenti che negavano l’Olocausto. Inoltre, sono stati sequestrati manuali per la costruzione di ordigni esplosivi e istruzioni per l’uso di armi da fuoco e armi bianche.
La rete dell’odio si è sviluppata attraverso chat e giochi online.
Le perquisizioni hanno anche rivelato sessioni di gaming online in cui venivano simulate azioni violente contro minoranze etniche. Gli investigatori hanno documentato la circolazione di materiale operativo, tra cui istruzioni dettagliate per la fabbricazione artigianale di ordigni esplosivi e manuali per l’addestramento all’uso di armi. I dispositivi elettronici sequestrati saranno analizzati per ricostruire la rete di contatti e le responsabilità individuali.
Sequestri in mezza Italia
L’operazione ha visto l’impiego sinergico del Ros con il supporto dei comandi provinciali dei carabinieri di Roma, Como, Catanzaro, Bologna, Milano, Reggio Emilia, Benevento, Genova, Udine, Palermo e Trento, insieme alla Direzione centrale della polizia di prevenzione e alle Digos di Verona, Napoli, Benevento, Brescia e Trento. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati armi bianche, bandiere e simboli nazisti, nonché dispositivi elettronici, computer e telefoni, utilizzati per la diffusione di contenuti di propaganda.
Le attività investigative hanno interessato 17 persone, 14 delle quali minorenni.
Le indagini sono partite dal monitoraggio di canali social frequentati da soggetti legati al suprematismo bianco. Gli indagati condividevano sistematicamente materiale di propaganda d’odio, video di esecuzioni e massacri, nonché manifesti ideologici di stragisti suprematisti internazionali. La rete è stata smantellata grazie all’azione coordinata tra diverse unità di polizia e carabinieri, con l’obiettivo di prevenire atti di terrorismo e proteggere la sicurezza pubblica.
Un’inchiesta che ha intercettato la diffusione di odio
La rete investigativa ha rilevato la condivisione di messaggi razzisti e contenuti di incitamento all’odio, nonché la circolazione di materiale che celebra il nazismo e le SS. Gli investigatori hanno anche documentato la diffusione di video di esecuzioni e massacri ai danni di minoranze etniche, nonché la presenza di documentazione relativa all’autoadestramento e alla preparazione di azioni violente. L’analisi del materiale sequestrato potrebbe fornire ulteriori informazioni sulla rete e sulle sue attività. Questo caso rappresenta un esempio di come l’estremismo radicale possa diffondersi attraverso i social network, coinvolgendo anche minorenni. L’operazione dimostra l’impegno delle forze di polizia e dei servizi di sicurezza nel contrastare il terrorismo e la propaganda razzista, proteggendo la società da minacce esterne e interne.



