Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

venerdì 25 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Esteri

Russia recluta soldati bielorussi per ampliare le risorse belliche

La Russia recluta soldati bielorussi per espandere le sue risorse belliche, promettendo stipendi e benefici in cambio del servizio militare.

La Russia sta intensificando la sua campagna di reclutamento tra i cittadini bielorussi, sfruttando la vulnerabilità economica, l’isolamento informativo e la dipendenza politica del Paese per ampliare le sue risorse belliche. Questa strategia, resa visibile attraverso annunci online e canali Telegram, mira a coinvolgere uomini in cerca di reddito, con problemi giuridici o con redditi bassi, nel conflitto contro l’Ucraina. I reclutatori promettono stipendi elevati, alloggi, vitto e persino la cittadinanza russa, spesso con la giustificazione di un “servizio legale” che, per il codice penale bielorusso, potrebbe comportare gravi conseguenze.

Condizioni e meccanismi del reclutamento

La campagna, condotta attraverso piattaforme come X e canali Telegram, si rivolge a persone socialmente vulnerabili, soprattutto in piccole città e villaggi. Gli annunci spesso includono numeri di telefono bielorussi per aumentare la fiducia, promettendo un pagamento una tantum di 4,35 milioni di rubli e il rapido rilascio di un passaporto russo. In alcuni casi, si parla anche di “risolvere i problemi con la legge”, un elemento particolarmente pericoloso in un contesto giuridico bielorusso. I reclutatori assicurano che il servizio è “legale”, anche se la normativa è chiara su questo punto.

La partecipazione a un conflitto armato all’estero rientra nel concetto di mercenarismo per il codice penale bielorusso. I reclutati vengono spesso indirizzati a unità d’assalto, dove le perdite sono particolarmente elevate. Una volta firmato il contratto, tornare indietro è quasi impossibile. I reclutati si espongono a processi, alla possibile perdita della cittadinanza o a restrizioni dei propri diritti. Il codice penale bielorusso prevede in questi casi fino a 7 anni di reclusione.

Risposte della società bielorussa e del regime

La società bielorussa reagisce con preoccupazione, denunciando un’ondata di messaggi di reclutamento indesiderati. Molti si rivolgono al ministero dell’Interno, ma le risposte sono quasi inesistenti. Il regime di Lukashenko, pur non riconoscendo ufficialmente il reclutamento, non lo ostacola, a causa della dipendenza economica dal Cremlino. Inoltre, le misure di mobilitazione si intensificano, aumentando la pressione sugli uomini in età da leva. La Russia sfrutta la vulnerabilità della società bielorussa, il suo isolamento informativo e la dipendenza politica di Minsk. La campagna non è casuale, ma parte di una strategia del Cremlino per trovare nuove risorse umane. L’Istituto statunitense per gli studi sulla guerra (ISW) ha avvertito che questa strategia potrebbe rappresentare la base per esercitare pressioni sui cittadini e tentare di mobilitarli. Con la guerra che continua, la campagna si intensifica, cercando di sfruttare le condizioni di instabilità del Paese.

La situazione ha suscitato preoccupazioni anche a livello internazionale, con attivisti per i diritti umani che denunciano il rischio di abusi e la mancanza di protezione per i reclutati. La Bielorussia, pur rimanendo un alleato strategico della Russia, si trova in un contesto di tensioni crescenti, con la popolazione che si chiede come possa essere salvaguardata da una strategia che sembra sfruttare le debolezze del Paese.

Leggi anche