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lunedì 21 Settembre 2026

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L’intelligence europea segnala un rischio crescente per la NATO da parte della Russia

L’intelligence europea segnala un rischio crescente per la Nato da parte della Russia, con attacchi possibili nei prossimi mesi.

L’intelligence europea segnala un rischio crescente per la NATO da parte della Russia, con attacchi possibili nei prossimi mesi. Funzionari di sicurezza, tra cui il direttore generale del VDD della Lettonia, Normunds Mezviets, hanno sottolineato come l’Europa occidentale abbia finalmente preso coscienza della minaccia rappresentata da Mosca. Secondo il quotidiano britannico The Guardian, un eventuale attacco potrebbe verificarsi nel giro di “mesi, non anni”, non come una vera offensiva su larga scala come quella contro l’Ucraina, ma come un tentativo di mettere alla prova l’Alleanza.

Un allarme lanciato da fonti di intelligence

Le preoccupazioni sono state condivise da funzionari dell’intelligence europea, che hanno rilevato un aumento dell’attività russa, tra cui l’uso di droni e possibili invasioni su piccola scala di territori NATO confinanti con la Russia. Secondo Michal Koudelka, capo del servizio di sicurezza ceco (Bis), i piani del Cremlino potrebbero includere operazioni limitate o provocazioni sotto falsa bandiera. L’avvertimento arriva dopo che il primo ministro polacco Donald Tusk ha riferito al Parlamento che, secondo le valutazioni dell’intelligence, la Russia potrebbe lanciare un attacco con droni o missili contro il territorio della NATO nei prossimi mesi.

La cautela dei Paesi baltici

Nonostante l’allarme, i Paesi baltici non sembrano inquieti. Il segretario generale del ministero degli Esteri estone, Jonatan Vseviov, ha criticato il “panico diffuso sui social” riguardo a un possibile attacco. Se ci fossero motivi per temere un attacco, state certi che lo comunicheremmo chiaramente. I politici della regione, che per anni hanno criticato l’Europa per il suo atteggiamento accomodante verso la Russia, si trovano ora nella singolare posizione di dover invitare alcuni leader occidentali a moderare i toni nelle dichiarazioni pubbliche, temendo che parlare di un’invasione imminente possa nuocere alle loro società ed economie.

Normunds Mezviets, direttore generale del VDD, ha osservato che, nonostante le voci di allarme, l’Europa occidentale ha finalmente riconosciuto la minaccia russa. Prima del 2022 avvertivamo costantemente i nostri partner dell’Europa occidentale del pericolo russo, ma il più delle volte le nostre voci restavano inascoltate. Nel 2022 l’approccio dei partner è cambiato: hanno riconosciuto che i baltici e i polacchi avevano ragione. Nonostante l’attenzione crescente, né Mezviets né Koudelka hanno specificato quali informazioni di intelligence siano state acquisite sui presunti piani russi per i mesi a venire.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito gli avvertimenti di Tusk “fondati e ben documentati” e ha convocato a Parigi i leader dei partiti e i candidati alle presidenziali del 2027 per una riunione d’emergenza. Durante l’incontro si è discusso, tra le altre cose, delle informazioni di intelligence relative alla crescente minaccia rappresentata dalla Russia. Nel corso dell’ultima settimana, tre alti funzionari dell’intelligence europea si sono incontrati in diverse località per discutere le loro valutazioni sulla potenziale minaccia proveniente da Mosca. La situazione rimane complessa, con la Russia che potrebbe cercare di testare la difesa collettiva dell’Alleanza attraverso operazioni limitate o provocazioni. Mentre l’intelligence europea segnala un rischio crescente, i Paesi baltici e la Polonia mantengono una posizione di cautela, cercando di bilanciare la sicurezza con la stabilità economica e sociale.

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