Il Comune di San Donà di Piave sta elaborando un regolamento che prevede il divieto di presentarsi con il volto coperto in luoghi pubblici, scuole e uffici comunali, in casi in cui sia necessario il riconoscimento dell’identità. Il sindaco Alberto Teso ha spiegato che si tratta di un tema delicato, ma necessario per garantire la sicurezza e la chiarezza nella gestione dei servizi pubblici. L’obiettivo è stabilire un regolamento che permetta al Comune di esercitare la sua autonomia organizzativa, senza introdurre nuovi divieti o sanzioni.
Un problema di sicurezza e di identificazione
Il problema del riconoscimento delle donne si è posto in modo particolare negli uffici pubblici, come l’anagrafe, e nelle scuole. Il sindaco ha ricevuto segnalazioni di donne, soprattutto di origine bengalese e pakistana, che si presentano velate in diversi contesti, tra cui l’ingresso al municipio, la portineria o l’attività didattica. «Questo crea disagio e problemi di sicurezza», ha spiegato Teso. Il regolamento, che prevede 18 articoli, mira a stabilire quando e come è necessario verificare l’identità delle persone, in modo chiaro e applicabile a tutti, indipendentemente dalla natura dell’abbigliamento.
Il divieto non è religioso, ma di sicurezza
Il sindaco ha basato il regolamento su una legge del 1975 anti-terrorismo, che limita l’uso di coperture del volto in determinati contesti. «Non si tratta di un divieto religioso, ma di una misura di sicurezza», ha chiarito. Il regolamento non introduce nuove sanzioni, ma si concentra sulla gestione delle situazioni in cui è necessario il riconoscimento. Il Comune ha già verificato il testo con il segretario generale e ha apportato modifiche per evitare di invadere competenze statali o di introdurre provvedimenti sproporzionati.
Un approccio equilibrato e rispettoso
La bozza del regolamento prevede che la verifica dell’identità possa essere richiesta in determinati contesti, come l’accesso a aree riservate, la gestione di documenti o la tutela di beni. «L’obiettivo è garantire la sicurezza e la chiarezza, senza discriminare», ha sottolineato il sindaco. Il regolamento sarà presentato in maggioranza e poi esaminato in commissione, in vista di un’approvazione definitiva.
Il tema è stato oggetto di discussioni in altri comuni
Il tema del velo in luoghi pubblici è stato oggetto di discussioni in altri comuni, ma le ordinanze simili sono state annullate. Il Comune di San Donà di Piave cerca quindi un equilibrio tra rispetto delle libertà individuali e necessità di sicurezza, cercando una soluzione che sia applicabile a tutti e che non generi contestazioni. Il regolamento, se approvato, potrebbe essere esteso anche a manifestazioni e eventi pubblici, in modo da garantire un controllo uniforme e rispettoso. Il sindaco ha spiegato che il regolamento non introduce nuovi divieti, ma si concentra sulla gestione delle situazioni in cui è necessario il riconoscimento. «La legge stabilisce cosa può fare il Comune nell’ambito della propria autonomia organizzativa», ha chiarito. Il regolamento mira a evitare di introdurre disposizioni che invadano le competenze statali o che possano risultare sproporzionate. Il Comune ha già apportato modifiche al testo iniziale, in modo da garantire un equilibrio tra sicurezza e rispetto delle libertà.



