Una mostra che esplora il mistero e la possibilità
Sabato 26 settembre, dalle 16:00 alle 20:00, SpazioA inaugura **Stress Test**, la prima mostra personale di **Andro Eradze** nello spazio principale della galleria. L’esposizione si sviluppa in un contesto sospeso tra il racconto e il mistero, in cui ciò che appare non è ancora diventato narrazione. Il fuoco non illumina qualcosa che è già avvenuto; rende possibile qualcosa che deve ancora accadere. L’installazione propone una riflessione su come l’immagine non coincide ancora con ciò che conosciamo, rimanendo esposta alla possibilità di ciò che potrebbe rivelare.
Un’installazione ispirata a una ricerca artistica
La mostra prende forma da una ricerca avviata dall’artista presso **Villa Filanda Antonini**, sviluppata con il supporto tecnico di **Dante Negro srl**, e rientra nell’iniziativa collettiva **“pistoia incontemporanea”**, pensata e realizzata da sei attori cittadini del panorama dell’arte e della cultura. Le opere di Andro Eradze mantengono aperta una condizione di incertezza. In Stress Test, l’artista propone un riorientamento verso il daydreaming, non più come esperienza ciclica, ma come possibilità: la produzione di un momento che un giorno potrà essere ricordato, un tempo creato affinché possa, in futuro, ritornare.
La mostra non si limita a presentare immagini, ma coinvolge il pubblico nella costruzione del racconto. Le immagini delle candele disseminate nello spazio non sono semplici elementi scenografici, ma dispositivi ideati per attivare una forma di rêverie, nel senso descritto da **Gaston Bachelard**: un’immaginazione generata dall’incontro con una materia, una luce, un elemento capace di aprire uno spazio interiore. Il fuoco è acceso, ma il racconto non è ancora presente. All’interno della mostra non c’è un tentativo di produrre un effetto di realismo, ma piuttosto una finzione profondamente teatrale che mostra i propri meccanismi. La costruzione dell’immagine non viene nascosta dietro l’apparenza del naturale, ma esposta davanti ai nostri occhi. La mostra si presenta come un mondo artificiale, costruito per essere credibile.
Le strutture diventano non soltanto ciò che organizza la scena, ma ciò che permette alla scena di accadere. Esse portano con sé una serie di immagini che sembrano emergere da archivi diversi: una testa umana, sospesa tra una figura scientifica e una possibile reliquia di lombrosiana; le ossa come frammenti di un corpo ridotto alla sua struttura essenziale, che si appoggiano alla frutta in decomposizione, creando un cortocircuito tra diversi stati della materia corporea. La mostra è visitabile dal martedì al sabato, negli orari 11:00-14:00 e 15:00-19:00, o su appuntamento, al numero +39 0573977354.



