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venerdì 25 Settembre 2026

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Stato di agitazione permanente per gli agricoltori calabresi, chiedono interventi per salvaguardare la sostenibilità economica

Agricoltori calabresi proclamano stato di agitazione permanente per salvaguardare la sostenibilità economica e ridurre la concorrenza sleale

La Calabria vive un momento di forte tensione nel settore agricolo, con gli agricoltori che hanno proclamato lo stato di agitazione permanente per salvaguardare la sostenibilità economica delle aziende. La mobilitazione, denominata «Basta produrre in perdita», è stata lanciata da CIA-Agricoltori Italiani Calabria, che ha sottolineato come la crisi sta mettendo a rischio la sopravvivenza di numerose imprese. L’organizzazione ha scelto lo slogan «Terra Calabra: Dignità, Sovranità, Futuro» per ribadire l’importanza del settore agricolo per l’identità e l’economia della regione. L’appuntamento pubblico è fissato per il 30 settembre, con un’assemblea in programma a Crotone.

Chiedono interventi per ridurre la concorrenza sleale

La decisione di proclamare lo stato di agitazione permanente è stata presa dal Comitato Esecutivo di CIA-Agricoltori Italiani Calabria, su mandato del Consiglio direttivo regionale. L’organizzazione ha sottolineato come la crisi, causata da costi insostenibili, concorrenza sleale e emergenza fauna selvatica, stia mettendo a rischio la sostenibilità economica del comparto primario. Tra le richieste principali, c’è la maggiore tracciabilità delle materie prime e il rafforzamento dei controlli sui prodotti in ingresso, con particolare attenzione ai principali snodi logistici della regione e al porto di Gioia Tauro.

La difesa del Made in Italy è al centro della protesta

Un altro tema cruciale riguarda la reciprocità negli scambi commerciali. CIA Calabria ha espresso la sua posizione con la frase: «Se non è coltivato qui, non è Made in Italy». L’organizzazione chiede interventi straordinari per proteggere le coltivazioni e il territorio agricolo, sostenendo che l’emergenza stia incidendo sui redditi degli agricoltori e creando problemi anche sotto il profilo della sicurezza nelle aree rurali. L’obiettivo è difendere le aziende locali e garantire la tutela del territorio, dell’occupazione e della sicurezza alimentare delle famiglie calabresi.

Proposte per un futuro più sostenibile

CIA Calabria ha presentato una piattaforma di proposte, tra cui l’introduzione di un prezzo minimo garantito collegato ai costi medi rilevati da Ismea, insieme a sanzioni contro le pratiche commerciali ritenute sleali e alla creazione di un Osservatorio regionale permanente sui costi di produzione. L’organizzazione ha anche chiesto di rafforzare le clausole di salvaguardia nei confronti delle importazioni provenienti da Paesi extra-UE, con l’obiettivo di evitare che sui mercati italiani arrivino prodotti realizzati secondo standard ambientali, sociali e sanitari differenti da quelli richiesti agli agricoltori italiani. All’incontro saranno presenti il presidente nazionale di CIA-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, e l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo. La mobilitazione, promossa sotto lo slogan «Terra Calabra: Dignità, Sovranità, Futuro», punta a portare al centro del confronto istituzionale le difficoltà che interessano diversi settori dell’agricoltura regionale, dalla zootecnia all’ortofrutta, passando per frumento, olivicoltura e viticoltura.

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