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sabato 26 Settembre 2026

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Salute

Aft operative da inizio ottobre, medici di famiglia disponibili 12 ore al giorno nelle Case della comunità

In Emilia-Romagna, a partire da ottobre, le Aft saranno operative con medici di famiglia disponibili 12 ore al giorno nelle Case della comunità per migliorare l’assistenza territoriale.

Da inizio ottobre, in Emilia-Romagna entreranno a pieno regime le Aft, le Aggregazioni funzionali territoriali, che permetteranno ai medici di famiglia di lavorare 12 ore al giorno all’interno delle Case della comunità. L’obiettivo è migliorare l’assistenza territoriale, ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso e migliorare la presa in carico delle malattie croniche. La decisione è frutto di una dichiarazione di intenti firmata tra l’assessorato regionale alle Politiche per la salute e le organizzazioni sindacali Fimmg e Fmt, approvata dalla giunta regionale il 22 settembre.

Un passo avanti per la sanità territoriale

Le Aft non sostituiscono il medico di famiglia, ma rafforzano e ampliano l’assistenza mettendo in rete più professionisti. L’obiettivo è costruire una sanità territoriale capace di intercettare i bisogni delle persone prima che arrivino all’ospedale, garantendo prossimità e continuità di cura. L’assessore regionale Massimo Fabi ha sottolineato che si tratta di un percorso costruito insieme con i sindacati, il risultato di un confronto continuo e aperto a correttivi e miglioramenti. Le Aft sono pensate per gestire problemi di salute non urgenti ma non differibili, come febbre non alta, disturbi gastrointestinali lievi o certificati di malattia. Gli ambulatori saranno presenti nei contesti urbani, dove sono attesi flussi maggiori, e nei piccoli centri e in montagna, dove le équipe potranno collocarsi all’interno delle Case di comunità e fungere da riferimento per l’intera popolazione.

Un’alternativa alle code e alle liste di attesa

Le Aft sono uno strumento per rafforzare la rete dei servizi, favorire il lavoro tra professionisti diversi e offrire un’assistenza vicina alle comunità. L’assessore Fabi ha sottolineato che l’obiettivo è limitare il più possibile le code ai Pronto soccorso o le liste di attesa, grazie a una maggiore distribuzione sul territorio dei luoghi in cui i cittadini potranno trovare risposta ai loro bisogni di cure.

La riforma è pensata per arginare il calo numerico dei medici, che da anni causa sistematicamente la scopertura di diverse aree territoriali. L’obiettivo è costruire una sanità territoriale capace di intercettare i bisogni delle persone prima che questi arrivino all’ospedale, garantendo prossimità e continuità di cura. Le Aft non sostituiscono il medico di famiglia, ma ampliano l’assistenza, mettendo in rete più professionisti per contrastare la carenza di personale in molte aree.

La firma del nuovo Accordo integrativo regionale ha posto le basi per un importante rinnovamento della medicina generale. Ora, per garantirne una piena e concreta attuazione, serve un percorso stabile e strutturato, fondato su un confronto costante e preventivo tra le Aziende sanitarie e i rappresentanti dei medici di medicina generale, a partire dai singoli territori e dai distretti. Le profonde trasformazioni in corso devono infatti essere costruite e governate insieme ai professionisti, valorizzandone esperienza e competenze.

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