La Toscana registra 26mila alunni stranieri in classe, con un sistema scolastico che, secondo il direttore dell’ufficio scolastico regionale Luciano Tagliaferri, regge senza stravolgimenti. La nuova disciplina, resa pubblica dal ministro Valditara, introduce criteri per la distribuzione degli iscritti, tenendo conto della cittadinanza, del luogo di nascita e del percorso scolastico già svolto. L’obiettivo è garantire un equilibrio nella formazione delle classi, evitando sovraccarichi in determinati plessi.
Limiti e criteri per la formazione delle classi
Il limite del 30% previsto per la formazione delle classi prime non riguarda indistintamente tutti gli studenti con cittadinanza non italiana. Tagliaferri ha chiarito che la nuova disciplina tiene conto della nascita in Italia e del percorso scolastico già svolto nel nostro Paese. Per la primaria, il limite riguarda gli alunni con cittadinanza non italiana che non siano nati nel nostro Paese o non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia. Per le secondarie di primo e secondo grado, interessa invece gli studenti con cittadinanza non italiana che non abbiano frequentato con esito positivo per almeno tre anni scolastici il sistema nazionale di istruzione.
La soglia del 30% non opera in termini rigidamente automatici, ma l’ufficio scolastico regionale ha il compito di accompagnare le istituzioni scolastiche nell’applicazione delle nuove disposizioni, anche attraverso azioni di orientamento e coordinamento. Il sistema toscano e fiorentino è gestibile senza grandi stravolgimenti, ha sottolineato Tagliaferri, in base alle informazioni più dettagliate contenute nel decreto ministeriale.
Le cittadinanze più rappresentate
Le cittadinanze più rappresentate tra gli alunni stranieri in Toscana sono quelle albanese (14,7%), cinese (14,2%) e peruviana (12,9%). Seguono quelle marocchina (9,1%), romena (7,2%) e bangladese (5,8%). Di questi, 48.240 risultavano nati in Italia (52,66%), evidenziando una presenza stabile e integrata. A Firenze e provincia, su 6.229 plessi, gli alunni stranieri erano 26.693, di cui 5.107 adulti inseriti nei vari percorsi di istruzione. Erano 14.162 (il 53% del totale) quelli nati in Italia. Le scuole con il maggior numero assoluto di stranieri erano, sempre lo scorso anno, la Luigi Capuana e la Bargellini fra le materne, il plesso del nuovo complesso penitenziario e la Galliano-Rossini per le primarie; la Garibaldi e la Vanghetti per le medie; il Sassetti-Peruzzi e il Buontalenti per le superiori. La distribuzione degli iscritti sarà accompagnata da un’azione di orientamento e coordinamento, per garantire un equilibrio tra le diverse realtà locali.
Tagliaferri ha sottolineato che, alla luce delle informazioni più dettagliate contenute nel decreto ministeriale, il quadro toscano e fiorentino è gestibile senza grandi stravolgimenti. L’ufficio scolastico regionale non fornisce numeri, ma basta analizzare il quadro già noto per avere una fotografia abbastanza precisa della situazione. In Toscana, per l’anno scolastico 2025/2026, gli alunni stranieri erano 91.603 su 432.302, pari al 21,19% del totale. L’obiettivo è distribuire gli iscritti in modo equilibrato, tenendo conto delle concrete situazioni territoriali e favorendo soluzioni coerenti con le diverse realtà locali.



