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domenica 27 Settembre 2026

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Confronto a Milano sull’intelligenza artificiale e i valori umani

Confronto a Milano sull’intelligenza artificiale e i valori umani, con esperti e volontari.

Il 24 settembre a Milano si è tenuto un incontro organizzato da Magnifica Humanitas, dedicato all’intelligenza artificiale e al suo impatto sui valori umani. L’evento, intitolato “La tutela dei valori in un futuro ai confini della fantascienza”, ha visto la partecipazione di esperti, volontari e rappresentanti di associazioni, con l’obiettivo di riflettere sull’uso responsabile dell’IA e sulle sue implicazioni etiche e sociali. Ad aprire i lavori sono intervenuti monsignor Carlo Azzimonti e monsignor Luca Bressan, che hanno introdotto la riflessione sull’enciclica e sul rapporto tra innovazione, responsabilità e dignità della persona.

La relazione umana e il ruolo dell’IA

Il dibattito si è concentrato su come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata senza delegare la responsabilità delle decisioni a macchine. A coordinare i tavoli è stata Marcella Caradonna, presidente dell’Associazione Commercialisti Cattolici, che ha proposto di trasformare l’incontro in un tavolo permanente tra le associazioni partecipanti, aperto anche ad altri temi. Nel tavolo sulla sanità sono intervenuti Emanuela Locati, Angelo Mazzali e Luca Degani. Locati ha ricordato che il medico da sempre si documenta e utilizza strumenti esterni: l’IA può quindi essere una risorsa, ma non deve governare la decisione clinica.

Degani ha richiamato Star Trek: il dottor McCoy disponeva di strumenti diagnostici avanzatissimi, ma era sempre lui a interpretarli e a decidere. Una metafora efficace del ruolo che l’IA dovrebbe avere anche oggi: supportare, non sostituire. Mazzali ha sottolineato la necessità di preservare la relazione terapeutica e di non ridurre il paziente a un insieme di dati.

La responsabilità umana rimane centrale nel processo decisionale.

Rischi e opportunità dell’IA

Nel tavolo dedicato alle professioni sono intervenuti Antonino La Lumia, Angelo Paletta, Daniela Morlacchi e Mattia Ferrero. La Lumia ha richiamato le trasformazioni che l’IA sta già producendo nel lavoro e nelle professioni, insistendo sulla responsabilità umana e sulla tutela dei diritti. Ferrero ha invece evidenziato il rischio della “compiacenza algoritmica”, osycophancy: la tendenza dei sistemi generativi ad assecondare l’interlocutore, restituendo risposte coerenti con le sue aspettative e contribuendo così alla creazione di una bolla cognitiva. Paletta e Morlacchi hanno affrontato le ricadute dell’IA sui modelli organizzativi e sulle professioni economiche. Ampio spazio è stato dedicato al rapporto tra IA e volontariato, con Carmelo Ferraro, Idor De Simone e Markus Krienke. Ferraro ha sottolineato che il progresso non può essere misurato soltanto in termini di velocità ed efficienza, ma dagli effetti che produce sulla vita delle persone.

La persona è sempre più complessa del dato che la descrive.

Ferraro ha richiamato inoltre i rischi della classificazione delle fragilità, dell’uso dei dati sensibili e della possibile sostituzione della relazione umana. De Simone ha portato l’esperienza del volontariato medico, mentre Krienke ha approfondito il rapporto tra tecnologia, antropologia e responsabilità morale. La proposta finale di Marcella Caradonna è stata quella di dare continuità all’esperienza creando un luogo stabile di confronto tra professioni, sanità, volontariato e cultura sui cambiamenti prodotti dall’intelligenza artificiale.

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