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sabato 26 Settembre 2026

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Esteri

La minaccia nucleare cresce in un mondo senza pace

Il numero delle armi nucleari aumenta, con Russia e Usa che detengono il 86% delle testate. Papa chiede disarmo e dialogo.

La minaccia nucleare si fa sempre più concreta nel mondo di oggi, con numeri in crescita e una mancanza di accordi internazionali che alimenta le tensioni. Secondo le stime della Federation of American Scientists, all’inizio del 2026, nove Paesi possiedono complessivamente circa 12.200 testate nucleari, con Russia e Stati Uniti che ne detengono il 86%. La situazione si complica ulteriormente con un aumento del numero di armi conservate negli arsenali militari, passate da 9.614 a 9.745, 131 in più, dati confermati dal Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI). Nonostante il calo complessivo delle testate, il rischio di un’escalation rimane alto, in un contesto geopolitico in cui la pace sembra sempre più lontana.

Un equilibrio instabile e una mancanza di accordi

La mancanza di un trattato in vigore che fissi un tetto alle armi nucleari rappresenta un problema critico. Per la prima volta da oltre mezzo secolo, le due maggiori potenze nucleari si trovano senza un accordo in vigore che limiti gli armamenti strategici. Il New START, l’ultimo trattato che aveva stabilito tetti per gli armamenti nucleari, è scaduto il 5 febbraio scorso, senza che sia stato rinnovato. Il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), pur rimanendo in vigore, non ha visto raggiunto un consenso politico sul documento conclusivo della conferenza di revisione quinquennale, un segnale di caos geopolitico e di incertezza.

La pace non si costruisce con l’equilibrio delle forze, ma con il dialogo e la giustizia.

La crescente diffusione di armi nucleari e la mancanza di un accordo condiviso tra le potenze più potenti mettono in evidenza una situazione di incertezza. La Santa Sede ha espresso più volte la sua preoccupazione per la presenza di armi nucleari. Intervenendo alla Conferenza generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, a Vienna, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher ha riconosciuto il potenziale delle tecnologie nucleari per la produzione di energia, ma ha anche sottolineato la necessità di controlli rigorosi e di responsabilità.

La posizione della Santa Sede e i richiami al disarmo

Papa Leone XIV, in un discorso del 5 agosto 2025, ha ribadito che “le armi nucleari offendono la nostra comune umanità e inoltre tradiscono la dignità del creato, la cui armonia siamo chiamati a salvaguardare”. Il Papa ha invitato a dare un seguito concreto al trattato New START e a scongiurare una nuova corsa agli armamenti, che minaccia ulteriormente la pace tra le nazioni. La Giornata internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari, celebrata il 26 settembre, rappresenta un momento di riflessione e di chiamata a azioni concrete.

La sicurezza costruita sulla possibilità di distruggersi a vicenda non è più sostenibile.

Nonostante le dichiarazioni di alcuni leader, la realtà è che il disarmo nucleare non è ancora una priorità per molti Stati. La crescente domanda di energia e la diffusione delle tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale, richiedono una gestione responsabile, ma il rischio di un uso improprio delle armi nucleari rimane un problema globale. La Santa Sede, con la sua posizione chiara, ha richiamato l’importanza del dialogo e della diplomazia. La domanda che rimane aperta è: quali passi concreti sono disposti a compiere gli Stati che possiedono armi nucleari?

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