La Sicilia, pur essendo una regione ricca di storia e cultura, mostra un quadro preoccupante in materia di mobilità, verde pubblico e qualità dell’aria, secondo l’ultimo rapporto dell’Istat. I dati, riferiti al 2024, evidenziano un divario tra le città siciliane e il resto d’Italia, con un’attenzione particolare alle condizioni di Trapani, Messina e Siracusa. La scarsa offerta di trasporti pubblici, la mancanza di piste ciclabili e la bassa quantità di verde pubblico sono i temi più ricorrenti, con conseguenze dirette sulla qualità della vita dei cittadini.
Trasporti pubblici: un divario tra Nord e Sud
La Sicilia si colloca al fondo della graduatoria nazionale per quanto riguarda l’uso dei mezzi pubblici. A parte Catania e Messina, che superano la media nazionale, le altre città capoluogo registrano numeri molto bassi. A Trapani, ad esempio, i passeggeri per abitante non superano i 29, mentre a Siracusa si ferma a 10,2. La scarsa utilizzazione dei trasporti pubblici si riflette anche nella scarsa disponibilità di autobus: solo Catania e Messina superano il dato nazionale, con 85,1 e 84,4 mezzi ogni 100mila abitanti, rispettivamente. Le altre città, come Palermo, Enna e Caltanissetta, si collocano ben al di sotto della media italiana.
La scarsa offerta di mezzi pubblici ha conseguenze dirette sulla mobilità e sulla qualità della vita. Inoltre, la percentuale di autobus a bassa emissione, come elettrici o ibridi, è bassa in molte città. A Catania, ad esempio, su 100 veicoli ne sono 68,5 a bassa emissione, mentre a Siracusa si ferma a 27,8.
Verde pubblico: un tasto dolente in tutta l’isola
Un altro aspetto critico riguarda il verde pubblico, che in Sicilia non raggiunge lo standard minimo di legge. A Trapani, Messina e Siracusa, ad esempio, il verde per abitante non supera i 9 metri quadrati, con Trapani che si ferma a 6,5. Anche se in alcune città, come Palermo, il dato si attesta a 12,1 metri quadrati, la media nazionale è di 33,7, con conseguenze significative sulla salute e sul benessere dei cittadini.
La scarsa manutenzione e la mancanza di politiche di forestazione aggravano ulteriormente la situazione. La legge sul piantumazione, introdotta nel 2013, non è stata applicata in modo diffuso. Solo pochi comuni, come Catania, Caltanissetta e Siracusa, hanno dichiarato di averla applicata, con numeri di alberi piantati che variano da 425 a 60. La mancanza di alberi e di piantumazione è un problema diffuso, con solo pochi comuni che hanno dichiarato di applicare le leggi in materia. A Catania, ad esempio, sono stati piantati 750 alberi, mentre a Trapani ne sono stati piantati solo 20. L’abbattimento di alberi, invece, è un fenomeno diffuso, con Catania che registra il maggior numero di tagli, seguito da Palermo e Messina.
La qualità dell’aria in Sicilia non è migliore del resto d’Italia, con numerose città che superano i limiti di inquinamento. A Catania, ad esempio, il 27,3% delle misurazioni ha registrato valori sopra la soglia, mentre a Palermo il dato si attesta al 21,7%. La presenza di particolato, biossido di azoto e ozono rappresenta un rischio per la salute, con conseguenze a lungo termine per la popolazione. La situazione in Sicilia non è solo un problema di infrastrutture, ma anche di scelte politiche e culturali. Mentre in altre regioni si registrano progressi, la Sicilia rimane in ritardo, con un’attenzione insufficiente al verde pubblico, ai trasporti sostenibili e alla qualità dell’aria. Per migliorare la qualità della vita, è necessario un impegno concreto e una pianificazione a lungo termine, che tenga conto delle specificità locali e delle esigenze dei cittadini.



