Vincenzo Stranieri, 65 anni, ha risposto alle contestazioni durante l’interrogatorio di garanzia, sottolineando che in diversi periodi interessati dall’indagine si trovava già in carcere. L’uomo, detenuto a Genova, ha posto al centro delle sue dichiarazioni un elemento cruciale: la sua presenza in carcere, che secondo la sua difesa, sarebbe incompatibile con le condotte che gli vengono attribuite. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce e dalla Procura di Taranto, riguarda un presunto sodalizio criminale attivo nel Manduriano, con contestazioni che variano a seconda delle posizioni degli indagati e comprendono ipotesi di associazione mafiosa, estorsioni, droga, armi e usura.
Strategie difensive e dichiarazioni spontanee
Se gran parte degli indagati ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere, Vincenzo Stranieri ha scelto di affrontare le contestazioni e rispondere alle domande del giudice. L’uomo, assistito dagli avvocati Lorenzo Bullo e Michele Arcangelo Iaia, ha negato le accuse e ha posto al centro delle proprie dichiarazioni un elemento preciso: in diversi periodi interessati dall’indagine si trovava già in carcere. Una circostanza che, secondo la sua linea difensiva, sarebbe incompatibile con le condotte che gli vengono attribuite. È un punto destinato ad avere particolare rilievo nel prosieguo del procedimento.
Intanto, Vincenzo Mazza è stato arrestato al rientro dalla Grecia, dove si trovava in viaggio. L’uomo, che non era stato trovato durante l’operazione scattata tra il 21 e il 22 settembre, è stato rintracciato all’aeroporto di Bari. Con il suo arresto resta da rintracciare uno solo dei 21 destinatari delle misure detentive. L’inchiesta, che ha visto anche l’interrogatorio di Salvatore Laneve e Maurizio Ciccarone, ha visto entrambi scegliere di parlare attraverso dichiarazioni spontanee, utilizzate per respingere gli addebiti.
Stranieri ha posto in primo piano la sua detenzione in carcere come elemento difensivo.
Contestazioni e risposte dei protagonisti
Nella stessa giornata sono stati sentiti anche Cosimo e Gregorio Mazza, difesi dall’avvocato Fabio Falco, che hanno negato di aver avanzato una richiesta estorsiva ai proprietari di una struttura alberghiera di San Pietro in Bevagna. Hanno ricondotto i rapporti con l’impresa esclusivamente a questioni lavorative, contestando anche la ricostruzione relativa a un presunto lido dal quale sarebbero dovuti provenire i proventi. Ha risposto alle contestazioni anche Leonardo Trombacca, assistito dallo stesso legale, che ha negato di aver prestato denaro al titolare di una pizzeria di Manduria e ha contestato la ricostruzione delle somme e delle circostanze.
Oggi sarà invece la volta di Vincenzo Antonio D’Amicis, nipote di Stranieri, che sarà interrogato per rogatoria nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove si trova detenuto per una condanna a 29 anni per omicidio. È difeso dagli avvocati Luigi Esposito e Lorenzo Bullo. Parallelamente agli interrogatori è proseguita l’esecuzione dei provvedimenti cautelari, con l’obiettivo di chiarire le dinamiche del presunto sodalizio criminale attivo nel Manduriano.
La difesa di Stranieri si basa sulla sua presenza in carcere come prova di innocenza.



