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sabato 26 Settembre 2026

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Cultura

«Violenza in famiglia: una storia di denuncia e rinascita per combattere la violenza»

Una storia di violenza e rinascita, con l’obiettivo di educare genitori e ragazzi per combattere la violenza.

Una storia di violenza e di rinascita

Una storia di violenza, ma anche di rinascita e di amore, è al centro di un libro che ha visto la luce a ottobre 2025 e che è stato presentato il 23 settembre 2026 nella Sala Stampa della Camera dei Deputati. Anna Tiziana Torti e Lorenzo Greco, genitori vittime di violenza da parte del figlio, hanno raccolto il loro vissuto e il percorso di uscita dalla spirale di abusi in un libro intitolato «La distanza che ci unisce», edito da Mondadori. La loro testimonianza, nata da un atto di coraggio, ha trovato spazio anche tra le istituzioni, aprendo la strada a un progetto per supportare genitori e ragazzi in situazioni simili.

La denuncia come strumento di salvaguardia

La svolta nella loro storia è arrivata quando Tiziana ha deciso di denunciare. «Una denuncia della mamma che non è finalizzata a punire o a penalizzare il figlio, ma a salvarlo», spiega Valerio de Gioia, Consigliere della Corte di Appello e consulente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio. La denuncia, in questo caso, non è un atto di giustizia, ma un passo necessario per salvaguardare un figlio. La violenza domestica, spesso sottaciuta, ha trovato voce grazie a questa scelta, portando la testimonianza di chi è stato abusato, ma anche di chi ha abusato.

La violenza non conosce confini. Come sottolinea Torti, «non esistono differenze sociali, non esistono appartenenze, non esistono Paesi». È un tema universale che tocca veramente tutti e, per questo, va sdoganato il prima possibile. Il libro, nato da un atto di coraggio, è diventato un strumento di sensibilizzazione e di supporto. «La vergogna del gesto che ho compiuto me la sono portata per molto, molto tempo», racconta Lorenzo. «Però è riuscita a scardinarla il libro», insieme alla terapia. La scrittura del libro è stata un modo per dare voce a un dolore e per trovare un percorso di guarigione.

La testimonianza di Tiziana e Lorenzo ha trovato spazio anche in un’iniziativa promossa dall’onorevole Martina Semenzato, presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio. «È una storia difficile, ma anche di straordinaria forza e di impegno», ha spiegato Semenzato. Una testimonianza del genere è preziosa: «Può essere d’aiuto a tantissimi ragazzi e ragazze che si trovano nella stessa situazione e che sfogano le loro difficoltà, per mille motivi, su quelle che invece sono vittime dell’abuso». L’obiettivo è sensibilizzare e offrire supporto, ma anche educare genitori e ragazzi a non normalizzare atteggiamenti tossici.

Un progetto per aiutare chi soffre. Tiziana Torti, insieme a Lorenzo, vorrebbe aprire un’associazione per aiutare chi vive situazioni simili. «Le intenzioni ci sono: il libro serve, ma un’associazione sarebbe più capillare, più vasta, potrebbe aiutare di più», spiega. L’idea è di estendere il supporto a più persone, creando una rete di aiuto che possa raggiungere chi si trova in situazioni di violenza. «La scuola potrebbe dare strumenti che mancano ad alcuni ragazzi, che magari hanno dei genitori violenti, e permettere loro di reagire in maniera diversa», sottolinea Torti. L’educazione, sia per i ragazzi che per i genitori, è un passo fondamentale per combattere la violenza.

La violenza in famiglia non è un fenomeno isolato, ma un problema che riguarda tutti. L’esperienza di Tiziana e Lorenzo ha dimostrato che la denuncia può essere un passo verso la guarigione, ma serve anche un impegno collettivo per educare e sensibilizzare. L’obiettivo è non solo di aiutare chi soffre, ma di prevenire futuri episodi, creando un ambiente in cui la violenza non ha spazio.

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