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Cultura

Alessandro Cialdi: il navigatore tra scienza, arte e storia

Alessandro Cialdi, navigatore e scienziato, tra scienza e arte della navigazione nel XIX secolo.

Alessandro Cialdi, navigatore e scienziato, rappresenta una figura poliedrica che ha lasciato un segno indelebile nella storia della navigazione e della cultura italiana. NATO a Civitavecchia nel 1807, Cialdi fu comandante della Marina Pontificia, un talento logistico e un innovatore scientifico. La sua vita fu segnata da imprese audaci, come il trasporto di due imponenti obelischi da Baveno a Roma, e da contributi teorici rivoluzionari sul moto ondoso, che influenzarono la progettazione di porti come Civitavecchia e Pesaro. La sua passione per la scienza e l’arte si intrecciò in modo unico, portandolo a contribuire anche alla collezione del Museo Gregoriano Egizio e a partecipare a spedizioni epiche come quella in Egitto per il papa Gregorio XVI.

Un’impresa straordinaria: il trasporto degli obelischi

Il trasporto degli obelischi da Baveno a Roma fu un’impresa straordinaria, che richiese ingegno, organizzazione e determinazione. Cialdi ideò un piano che combinava il trasporto via fiume e via mare, superando ostacoli naturali e logistici. Il carico imponente arrivò alla foce del Tevere a bordo del trabaccolo “Fortunato”, raggiungendo la località Sacco Pastore vicino a Villa Torlonia. La nave, trasformata in un “carro”, percorse quasi tre chilometri a secco, con l’aiuto di leve e centinaia di uomini, arrivando finalmente a Villa Torlonia nel gennaio 1840. La sua impresa fu celebrata con una grande festa nel giugno 1842, organizzata dal principe Torlonia, ma fu rovinata da una violenta pioggia.

La sua scelta di non opporsi alla forza navale francese, durante la Repubblica Romana, fu una decisione lucida e calcolata, che evitò un martirio inutile nel porto di Civitavecchia. Una scelta fredda e precisa, fatta nella complessità del momento storico. La sua fedeltà al Papa lo portò a condurre la corvetta a vapore “Immacolata Concezione” nel porto francese di Tolone, evitando così che venisse confiscata dal governo italiano.

La scienza e l’arte nella navigazione

Cialdi non si limitò alle imprese pratiche: fu anche un teorico della navigazione, con contributi significativi sul moto ondoso. Nel suo trattato, dimostrò che l’insabbiamento dei porti non era causato dalle correnti laterali, ma dalla forza frontale delle onde. Propose quindi moli curvi, quasi uniti all’ingresso del porto, come se fossero due braccia che si stringono a cerchio. Queste teorie divennero realtà nella costruzione di porti come Civitavecchia e Pesaro.

L’arte, per Cialdi, era un modo per immortalare la bellezza, sia scientifica che estetica. Anche nei numeri, egli vedeva l’armonia dell’universo, utilizzati per calcolare rotte e moto ondoso. Un altro episodio che ha segnato la sua vita fu la spedizione in Egitto, organizzata dal papa Gregorio XVI. Tra il 1840 e il 1841, Cialdi guidò una nave a vela, la “Fedeltà”, insieme alle tartane “San Pietro” e “San Paolo”, per raccogliere reperti e informazioni sull’antico Egitto.

L’obiettivo era anche recuperare monoliti di alabastro per la Basilica di San Paolo fuori le Mura, donati dal Viceré d’Egitto Mehmet Ali. La spedizione fu un’occasione per incrementare la collezione del Museo Gregoriano Egizio, curato da Luigi Maria Ungarelli. La mancata pubblicazione del diario illustrato del segretario Camillo Ravioli fece cadere l’impresa nell’oblio, ma il contributo di Cialdi rimase indelebile. La figura di Alessandro Cialdi è oggi ricordata nella chiesa dell’Immacolata Concezione a Civitavecchia, dove si trova il monumento funebre in suo onore. Il busto scolpito e il bassorilievo del porto testimoniano la sua importanza nella storia locale e nazionale. La sua vita fu segnata da scelte lucide e calcolate, che lo portarono a lasciare un’eredità duratura.

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