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domenica 27 Settembre 2026

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Cultura

Un arcipelago di immagini a Bologna

Il festival PhMuseum days esplora la fotografia come strumento di dialogo e riflessione.

Un arcipelago di immagini a Bologna

La nuova edizione del festival di fotografia PhMuseum days, diretto da Giuseppe Oliverio e organizzato dalla piattaforma PhMuseum, si svolgerà a Bologna dal 1 al 4 ottobre. Il festival non propone soluzioni, ma una strada che ricalchi la metafora dell’arcipelago. Siamo isole, ognuna con la sua identità, la sua storia, ma capaci di creare relazioni e cercare prospettive alternative che si oppongano alle narrazioni che vanno in un’unica direzione.

Il festival si basa su un concetto di dialogo tra immagini, luoghi e identità, che si concretizza nella scelta degli artisti coinvolti. Tra i progetti esposti, si segnala “Absolute: Tehran cats” di Caro Mirzoyan, che ha scattato foto di gatti a Teheran, in Iran, usando una fotocamera termica istantanea e carta da scontrini. L’artista ha sperimentato con tecniche non convenzionali per produrre immagini che testimoniano la vita quotidiana sotto un regime autoritario. Le immagini non sono solo documenti, ma testimonianze di resistenza.

Un progetto nato da un workshop con migranti

A pictionary di Allegra Baggio Corradi è un progetto nato da un lungo workshop con persone migranti a Londra. Il progetto ha portato alla realizzazione di un dizionario visivo di duecento dittici, per imparare l’inglese attraverso le immagini. Ogni coppia si basa sul doppio significato di un termine, come “cell” (cellula dell’organismo e cella di un carcere) o “wave” (cenno di saluto e onda). Baggio Corradi, editrice e ricercatrice, propone la fotografia come mezzo per risolvere conflitti e trovare soluzioni in contesti in cui la comunicazione è complicata.

Il festival presenta anche il lavoro di Federico Clavarino, che porta il pubblico in un percorso abitato da ombre, simboli, prospettive urbane e figure umane. Le immagini mettono in dialogo il passato monumentale del paese con il presente. Per il fotografo, sono incrinature della vita quotidiana che rivelano ciò che rende singolare un luogo.

Un altro progetto interessante è “Homograph” all’ex ospedale dei Bastardini, che esprime la staticità e la misteriosa corrispondenza tra contrasti e somiglianze. Anche Francisco Cantón, con il suo “Axolotl”, ha intrapreso un viaggio di sette anni attraverso paesi, identità e stati d’animo che non assumono mai una forma definitiva. Il suo lavoro è un diario che appartiene a stati onirici, in cui tutto esiste nel mezzo ed è in continua trasformazione.

Inoltre, il festival ospiterà per la prima volta “Photobook mania” ai giardini Margherita, un evento dedicato all’editoria fotografica indipendente. Tra gli altri eventi, si segnala la mostra di Roman Manfredi allo Spazio labò e la proiezione di “Us above the brutes” di Benedetta Fioravanti. Il festival PhMuseum days rappresenta un’occasione per esplorare la fotografia come strumento di dialogo, riflessione e connessione tra diversi contesti.

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