Nel quartiere Mirafiori di Torino, un rifugio antiaereo storico è diventato un luogo di incontro e creatività, ospitando un progetto artistico che unisce anziani e bambini per raccontare la memoria del quartiere. L’opera, intitolata Antopia, è stata realizzata dall’artista Francesco Bertelé nell’ambito del programma Mirafiori dopo il Mito, che dal 2019 promuove la connessione tra memoria industriale, paesaggio e comunità. L’inaugurazione, avvenuta il 17 settembre, ha visto il rifugio antiaereo intitolato ad Aldo Ratto, un abitante di Mirafiori che ha dedicato la sua vita alla conservazione della storia del quartiere.
Un progetto che unisce generazioni
L’idea di Antopia nasce da una collaborazione tra anziani e bambini, che hanno condiviso ricordi, testimonianze e storie legate a Mirafiori Sud. Queste narrazioni sono state raccolte e reinterpretate dai bambini attraverso il disegno, trasformato in interventi pittorici sulle pareti del rifugio. Le immagini, realizzate con pitture fotoluminescenti, si accendono nel buio e si rivelano da specifici punti di osservazione, creando un ambiente immersivo e immaginifico. L’esperienza è accompagnata da una componente sonora, composta da Gustaf Turmak, che intreccia il racconto di Antopia con le voci degli anziani e altre voci di repertorio e artificiali.
Il rifugio antiaereo, costruito durante la Seconda Guerra Mondiale, rappresenta un luogo ricco di stratificazioni storiche e di memoria. L’opera di Bertelé, ispirata alla farfalla Vanessa Antiopa, si ispira alla frase di Primo Levi “Che il silenzio non sia silenzio”, particolarmente cara ad Aldo Ratto. L’intero progetto è stato sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Torino, che ha realizzato un rilevamento digitale del rifugio per creare un virtual tour accessibile a chi ha difficoltà motorie o fatica a fruire di spazi chiusi.
Un patrimonio condiviso e accessibile
Parallelamente, la collaborazione con ASTEC, ente che conserva documenti e testimonianze legati alla memoria dei rifugi antiaerei, ha contribuito a garantire una ricostruzione storica accurata del luogo e del suo contesto. L’ente partecipa inoltre alla formazione delle guide volontarie che accompagnano il pubblico durante le visite (su prenotazione). L’opera Antopia rappresenta un esempio di come l’arte contemporanea possa diventare un mezzo per restituire vita a un luogo storico, trasformandolo in un patrimonio condiviso e nuovamente accessibile. Il progetto Antopia propone una nuova modalità per raccontare Mirafiori, mettendo in relazione la memoria del quartiere con il futuro, l’immaginazione e il dialogo tra generazioni. L’esperienza, visitabile un sabato al mese per tutto il 2027 su prenotazione, è accompagnata da una componente sonora che intreccia il racconto di Antopia con le voci degli anziani e altre voci di repertorio e artificiali. Il rifugio antiaereo non è più un luogo di paura, ma un luogo di ascolto e di incontro.



