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domenica 27 Settembre 2026

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Cultura

Arezzo presenta una mostra iconografica su San Francesco con 60 opere e prestiti internazionali

Arezzo celebra San Francesco con una mostra di 60 opere e prestiti internazionali.

Arezzo celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco con una grande mostra iconografica, “L’immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento”, che si terrà presso la Galleria d’arte moderna e contemporanea di piazza San Francesco 4, adiacente alla basilica di San Francesco, e l’ex chiesa di Sant’Ignazio, in via Giosuè Carducci 7. L’esposizione, che aprirà i battenti venerdì 2 ottobre e resterà visitabile fino al 10 gennaio 2027, presenta circa sessanta opere tra quadri, miniature, statue e vetrate, che racconteranno la diffusione dell’iconografia francescana in Toscana, con significativi esempi italiani.

Un percorso cronologico tra capolavori e prestiti internazionali

Il percorso seguirà un andamento cronologico, arricchito da focus tematici, e includerà lavori di Margarito, Maestro della Crocifisso, Maestro di Figline, Tino di Camaino, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Jacopo Ligozzi, Luca Giordano, Lorenzo Lippi, Antonio Ciseri, Libero Andreotti e Gerardo Dottori. La maggior parte delle opere proviene dal territorio aretino, ma non mancheranno prestiti da istituzioni di rilievo internazionale, tra cui la National Gallery di Londra, l’Art Museum di Worcester, il Lindenau-Museum di Altenburg, la Pinacoteca Vaticana, le Gallerie degli Uffizi, la Galleria Borghese di Roma, la Galleria dell’Accademia di Venezia, il Museo civico d’arte antica di Pistoia, il Convento dei Cappuccini di Foggia, il Museo Schifanoia di Ferrara e la chiesa di San Francesco a Locarno.

La mostra si concentra sulla trasformazione dell’immagine del santo nel corso dei secoli.

L’esposizione seguirà la trasformazione dell’immagine del santo nel corso dei secoli, a partire dalle testimonianze più antiche. La tavola di Margarito d’Arezzo, dal Museo civico di Montepulciano, lo raffigura tonsurato e barbuto, con un saio marrone e il cappuccio: un’iconografia che si evolverà nei decenni successivi alla sua morte e alla canonizzazione del 1228. La pala del Maestro del Crocifisso, proveniente da Pistoia, introduce invece la dimensione narrativa degli episodi della vita del santo e dei miracoli post mortem.

Un legame antico tra Arezzo e San Francesco

Il territorio aretino ha un rapporto antico e profondo con San Francesco. Nella Leggenda maggiore di Bonaventura da Bagnoregio è narrato un episodio ambientato proprio ad Arezzo: “Quando il beato Francesco vide sopra la città di Arezzo i demoni esultanti e al suo compagno disse: ‘Va’, e in nome di Dio scaccia i diavoli, così come dal Signore stesso ti è stato ordinato, gridando da fuori della porta’; e come quello obbedendo gridò, i demoni fuggirono e subito pace fu fatta”. Presso Cortona, dove si fermò nel 1211, Francesco fondò il convento di Celle; sul monte de La Verna ricevette le stimmate che avrebbe portato fino alla morte.

Il territorio è oggi percorso dai cammini “Le vie di Francesco”, promossi dalla regione Toscana.

La mostra, presentata ieri a Roma alla presenza di Natalie Dentini (Fondazione Guido d’Arezzo) e Franco Scortecci (Estra) e Cristina Acidini (curatrice), è promossa dal comune di Arezzo e dalla Fondazione Cr Firenze con la Fondazione Guido d’Arezzo, in collaborazione con la diocesi di Arezzo-Cortona e Sansepolcro, la Direzione regionale Musei nazionali Toscana del ministero della Cultura, Fondazione Arezzo Intour e Discover Arezzo. La curatela è affidata a Cristina Acidini, con il comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi e composto da Sandro Bellesi, Stefano Casciu, Liletta Fornasari e Angelo Tartuferi. Main sponsor è Estra; sostengono l’iniziativa anche Coingas, Caurum, Unicoop Firenze e Tesi.

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