Il cardinale Jean-Marc Aveline, presidente della Conferenza episcopale francese, ha espresso il proprio ringraziamento al Papa durante un incontro a Lourdes, ricordando che “lo Spirito Santo ha soffiato con grande forza”. L’incontro, svoltosi nell’emiciclo “Saint Bernadette” del Santuario di Nostra Signora di Lourdes, ha visto i vescovi francesi condividere con il capo della Chiesa universale gioie e preoccupazioni, in un contesto di profonda consapevolezza del simbolismo del luogo. “Le nostre speranze sono ancora più forti delle preoccupazioni che ci assillano”, ha concluso Aveline prima di ricevere il messaggio del Papa.
Le sfide della Chiesa in Francia
Il presidente dei vescovi ha elencato le sfide che impegnano la Chiesa in Francia, tra cui l’urgenza della solidarietà verso i più poveri, la trasmissione della fede in una società secolarizzata, i rapporti tra religione e politica in un contesto di laicità minacciato, e la cura delle relazioni ecumeniche e interreligiose. “Bernadette era malata ma era povera”, ha ricordato Aveline, sottolineando l’importanza della compassione e della giustizia. Inoltre, ha parlato del sostegno alle famiglie, delle vocazioni sacerdotali e della vita religiosa, senza trascurare le “difficoltà molto concrete” di alcune diocesi, che affrontano una “grave diminuzione delle loro risorse, sia umane che finanziarie”.
La Chiesa di Francia è legata alla Chiesa madre di Gerusalemme e all’Europa e al Mediterraneo. Aveline ha sottolineato il particolare legame della Chiesa francese con la Chiesa madre di Gerusalemme, e l’impegno specifico in Europa e nel Mediterraneo, “due grandi spazi – precisa – ai quali la Francia è legata dalla geografia e dalla storia”. Inoltre, ha ricordato l’importanza delle celebrazioni liturgiche, che devono essere sempre vissute con dignità e decoro.
La lotta agli abusi sessuali
Il cardinale ha espresso il proprio ringraziamento a monsignor Georges Pontier e a monsignor Éric de Moulins-Beaufort per la determinazione con cui si guarda al tema degli abusi sessuali in contesti ecclesiali. “Ci si pone dal punto di vista delle vittime, che ne subiscono le conseguenze per tutta la vita”, ha sottolineato Aveline. Questo cambiamento di prospettiva, l’ascolto della loro angoscia e del loro dolore, ha dato inizio a un “lungo e impegnativo lavoro di conversione e di prevenzione”, che dovrà essere portato avanti negli anni a venire, con la collaborazione delle vittime e del popolo di Dio.
Il Papa si è concentrato sul “bambino che piange” come segno di preoccupazione e speranza. Il momento di raccoglimento del Papa davanti all’immagine del “bambino che piange” ha assunto un rilievo particolare, come preludio all’incontro privato previsto nel pomeriggio con diverse vittime. “Lavoreremo anche, in nome del Vangelo, al legame tra giustizia e misericordia e all’accompagnamento vigile di coloro che hanno commesso tali atti”, ha aggiunto Aveline, rafforzando l’impegno della Chiesa verso la giustizia e la cura delle vittime.
Le speranze dei vescovi francesi sono forti, anche se non si possono ignorare le preoccupazioni. “Da un lato, la loro fede nascente richiede di essere formata e consolidata nella ricca tradizione della Chiesa e, dall’altro, dobbiamo ascoltare ciò che lo Spirito vuole dire alle nostre comunità attraverso la loro presenza stimolante, le loro domande a volte scomode”, ha sottolineato Aveline. Le 800 mila presenze alla Messa a place de la Concorde, ieri 26 settembre, e la grande partecipazione agli altri eventi con Papa Leone in questi giorni speciali, sono il segno inconfutabile di un risveglio ecclesiale, per il quale il ringraziamento di Aveline è totale.



